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In via Tallone arrivano le ruspe ma serviranno 7 mesi per demolire l’ecomostro

Prima la bonifica dei rifiuti, poi l’abbattimento. I residenti festeggiano, ma resta l’allarme sicurezza

In via Tallone arrivano le  ruspe ma serviranno 7 mesi per demolire l’ecomostro
L’inizio del cantiere per la demolizione del palazzo occupato in Via Cesare Tallone. Giovedì 8 Ottobre. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse) Start of demolition work on the occupied building on Via Cesare Tallone. Thursday, October 8. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse)

Le ruspe sono arrivate a Tor Sapienza, ma per cancellare definitivamente il palazzo del crack serviranno ancora sette mesi. Sono iniziati i lavori per la cantierizzazione dello scheletro di via Cesare Tallone, il rudere diventato negli anni uno dei simboli del degrado della periferia est della Capitale. Un primo passo atteso da tempo dai residenti, che dopo lo sgombero del 29 settembre vedono finalmente partire l’intervento destinato a cambiare il volto dell’area.

La demolizione, un percorso lungo sette mesi

La vera e propria demolizione, però non è iniziata.  Prima sarà necessario ripulire e bonificare il sito, invaso da rifiuti, siringhe, materiali abbandonati e baracche. Una fase preliminare che durerà circa un mese e mezzo, mentre l’intero programma di intervento, dalla preparazione del cantiere all’abbattimento, richiederà complessivamente circa sette mesi. L’arrivo degli operai e dei mezzi ha segnato l’avvio delle operazioni previste dopo il maxi sgombero coordinato dalla Prefettura. L’area, affidata alla nuova proprietà Roma Immobiliare Logistic srl, dovrà essere prima messa in sicurezza e liberata dall’enorme quantità di rifiuti accumulati negli anni. L’edificio si sviluppa su quattro piani fuori terra e due interrati, per una superficie utile lorda complessiva di circa 21.261 metri quadrati. La prima fase di pulizia e bonifica durerà circa 45 giorni e soltanto al termine partirà la demolizione vera e propria. Il cronoprogramma complessivo prevede circa sette mesi di lavori. La proprietà ha inoltre predisposto un servizio di vigilanza privata, con turni continuativi, mentre le forze dell’ordine continuano a presidiare l’area per impedire nuovi ingressi.

La politica rivendica il risultato ma i tempi sono lunghi

La partenza del cantiere riaccende il confronto politico sulle responsabilità del degrado e sui tempi dell’intervento. L’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia rivendica il lavoro svolto dall’amministrazione: «La migliore risposta, quella dei fatti, a chi nelle scorse settimane ha sostenuto che l’iter amministrativo era bloccato. Il cantiere è entrato nella fase operativa, con la pulizia e la bonifica necessarie per procedere all’abbattimento e alla successiva rigenerazione dell’area”. Dove, per la cronaca, sorgerà un data center. Soddisfazione anche da parte di Alessandro Battilocchio, presidente della Commissione parlamentare Periferie, che ricorda il sopralluogo effettuato la settimana precedente e le rassicurazioni ricevute sull’avvio della messa in sicurezza. «Lo Stato c’è e non fa passi indietro. Mai più zone franche», afferma. Per Daniele Rinaldi, consigliere municipale di Fratelli d’Italia, l’inizio dei lavori rappresenta il risultato delle battaglie portate avanti dai cittadini contro una situazione di abbandono che si trascinava da anni. Il consigliere torna però ad accusare la proprietà e il Comune di non aver vigilato adeguatamente sullo stabile.

Tor Sapienza sicura non abbassa la guardia: le passeggiate serali continueranno

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A rivendicare il risultato è anche il comitato Tor Sapienza Sicura. «L’arrivo degli operai è una vittoria dei residenti», sottolinea il vicepresidente Gianluca Garofalo, annunciando che il monitoraggio proseguirà anche sulle altre situazioni di degrado presenti nel quadrante est di Roma. Mentre il cantiere muove i primi passi, il problema della sicurezza continua a preoccupare i residenti. Dopo lo sgombero del 29 settembre, sono arrivate segnalazioni sulla presenza di ex occupanti nelle strade, nei parchi e nei pressi delle scuole. Timori che riguardano anche La Rustica e Tor Cervara, dove gli abitanti temono che il degrado possa essersi semplicemente spostato. Il presidente del Municipio V Mauro Caliste torna quindi a chiedere l’inserimento di Tor Sapienza e La Rustica tra le aree interessate dalle cosiddette zone rosse. «C’è un effettivo disagio che queste persone stanno creando e di cui Comune e municipio si stanno occupando con i servizi sociali. L’obiettivo non è militarizzare i quartieri, ma rafforzare i controlli delle forze dell’ordine per tutelare chi vive nella zona”.