Il Lazio rafforza il proprio ecosistema dell’innovazione, ma la crescita non coinvolge tutte le imprese allo stesso modo. Le piccole e medie imprese innovative aumentano dell’8,9% in un anno, mentre le start up registrano una lieve flessione. È quanto emerge dai dati analizzati dalla CNA Lazio in occasione della Maker Faire Rome, la manifestazione internazionale dedicata all’innovazione svoltasi nella Capitale.
Il quadro evidenzia un sistema imprenditoriale in evoluzione, con segnali positivi sul fronte delle PMI e alcune criticità nella nascita di nuove realtà. A pesare sul futuro del settore è anche il divario negli investimenti in intelligenza artificiale, con gli Stati Uniti nettamente avanti rispetto all’Europa e all’Italia.
Imprese innovative, i numeri del Lazio a ottobre 2026
Secondo i dati del Registro delle imprese di Unioncamere, a ottobre 2026 l’Italia conta 11.526 start up innovative e 3.304 PMI innovative. Nel Lazio si registrano invece 1.387 start up e 466 PMI innovative, a conferma del peso della regione nel panorama nazionale dell’innovazione.
Il confronto con le rilevazioni precedenti mostra due andamenti differenti. Le start up innovative laziali sono diminuite di 27 unità rispetto alle 1.414 del terzo trimestre 2025, con una flessione di circa l’1,9%. Le PMI innovative, al contrario, sono passate dalle 428 di ottobre 2025 alle 466 attuali, guadagnando 38 imprese in un anno, pari a una crescita dell’8,9%.
I dati delineano un settore nel quale le aziende già strutturate sembrano consolidare la propria presenza, mentre il sistema deve continuare a sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali. Una sfida che richiede strumenti finanziari adeguati e politiche capaci di accompagnare le imprese nelle diverse fasi del loro sviluppo.
Roma guida l’innovazione regionale
La Capitale rappresenta il principale polo dell’innovazione del Lazio. Secondo i dati riportati dalla CNA regionale, Roma conta 433 start up innovative, contro le 13 di Latina, le 9 di Frosinone, le 7 di Viterbo e le 5 di Rieti.
Anche sul fronte delle piccole e medie imprese innovative emerge il ruolo centrale del territorio romano. I dati indicati nel rilevamento attribuiscono a Roma e provincia 1.689 PMI innovative, seguite da Frosinone con 59, Latina con 51, Viterbo con 39 e Rieti con 16.
La concentrazione delle attività innovative nell’area della Capitale evidenzia il peso delle competenze, delle infrastrutture e delle opportunità di collaborazione tra imprese e centri di ricerca. Allo stesso tempo, la distribuzione territoriale richiama l’attenzione sulla necessità di favorire la diffusione dell’innovazione anche nelle altre province, sostenendo le realtà produttive locali.
Intelligenza artificiale, investimenti Usa lontani dall’Europa
Il divario tecnologico internazionale rappresenta una delle principali criticità per la competitività delle imprese italiane. Nel 2024, secondo i dati citati nell’analisi della CNA Lazio, gli investimenti privati nell’intelligenza artificiale hanno raggiunto 109,1 miliardi di dollari negli Stati Uniti, contro i 19,4 miliardi in Europa e gli appena 860 milioni in Italia.
La distanza si riflette anche nell’andamento degli investimenti. Nel 2025, gli Stati Uniti hanno registrato una crescita del 160,2%, mentre in Europa l’incremento si è fermato al 7,2%. Un divario che rischia di ampliare le differenze nella capacità di sviluppare e adottare nuove tecnologie.
Per le micro e piccole imprese, il rischio consiste nel non riuscire a tenere il passo con la trasformazione digitale. L’intelligenza artificiale può migliorare i processi produttivi, ottimizzare i servizi e aumentare l’efficienza, ma richiede risorse economiche, competenze specialistiche e percorsi di formazione accessibili.
CNA Lazio: «Servono investimenti stabili per far crescere le imprese»
Il presidente della CNA Lazio, Michelangelo Melchionno, invita le istituzioni a rafforzare il sostegno all’innovazione e a garantire strumenti continuativi per le aziende.
«Questi numeri indicano una direzione su cui le istituzioni devono impegnarsi con ancora maggiore determinazione», dichiara Melchionno. «La crescita delle PMI innovative è un segnale positivo, ma la lieve flessione delle start up ci ricorda che le buone idee hanno bisogno di investimenti per trasformarsi in imprese solide».
Per il presidente dell’associazione, le aziende devono poter contare su misure stabili e accessibili, capaci di accompagnarle dall’avvio al consolidamento sul mercato. Il sostegno, sottolinea, non può limitarsi alla fase iniziale, ma deve favorire anche lo sviluppo e la crescita delle attività imprenditoriali.
Digitale, formazione e sostenibilità per rilanciare la competitività
Melchionno richiama inoltre la necessità di portare l’innovazione nella quotidianità delle imprese, superando i confini delle realtà tecnologiche più strutturate.
«L’innovazione deve arrivare nei laboratori, nelle botteghe, nei servizi e nelle filiere produttive», afferma. Digitale, intelligenza artificiale, sostenibilità ed efficienza energetica possono migliorare il lavoro quotidiano delle aziende e aprire nuove opportunità, a condizione che le imprese ricevano formazione, consulenza e risorse adeguate.
La sfida riguarda quindi non soltanto la creazione di nuove start up, ma anche la capacità delle aziende già attive di adottare tecnologie avanzate e rafforzare la propria posizione sul mercato. Un passaggio decisivo soprattutto per le micro e piccole imprese, che spesso dispongono di risorse più limitate rispetto ai grandi gruppi.
«Il Lazio ha competenze, imprese e centri di ricerca di grande valore», conclude Melchionno. «Ora occorre mettere queste energie in rete e dare continuità agli investimenti. Perché innovare significa creare lavoro, rafforzare le imprese e costruire nuove prospettive per le comunità».
Il quadro tracciato dalla CNA Lazio indica dunque una doppia priorità: consolidare la crescita delle PMI innovative e creare condizioni più favorevoli per le nuove iniziative imprenditoriali. In un contesto internazionale caratterizzato da investimenti tecnologici sempre più consistenti, la capacità di trasformare ricerca e innovazione in opportunità economiche concrete sarà determinante per la competitività del territorio.
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