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Intelligenza artificiale, i miliardari scoprono la beneficenza: prima ti licenziano, poi ti regalano le briciole

Anthropic mette sul tavolo il 5% delle azioni, Sam Altman pensa a un fondo pubblico ed Elon Musk promette titoli SpaceX ai bambini americani. La Silicon Valley inventa il welfare dopo aver inventato chi potrebbe renderlo necessario.

Intelligenza artificiale, i miliardari scoprono la beneficenza: prima ti licenziano, poi ti regalano le briciole

Prima costruiscono le macchine che potrebbero fare il tuo lavoro. Poi, quando qualcuno domanda che fine farai, tirano fuori il portafoglio. Benvenuti nella nuova stagione della filantropia digitale, dove i signori dell’intelligenza artificiale sembrano aver scoperto che dietro ogni produttività «ottimizzata» potrebbe esserci un essere umano disoccupato!

A inaugurare la gara di generosità è Anthropic, la società guidata da Dario Amodei, che ha annunciato un fondo di interesse pubblico alimentato dal 5% delle proprie azioni. Non un assegno già spedito ai lavoratori sostituiti dai chatbot: l’operazione richiede ancora il via libera degli azionisti e i destinatari sono tutti da definire. Fra le ipotesi figurano sostegni alle organizzazioni non profit e trasferimenti diretti a gruppi di cittadini.

Con una valutazione ipotizzata fino a duemila miliardi di dollari in vista della Borsa, quel 5% potrebbe valere cento miliardi. Una cifra astronomica, naturalmente. Ma il dettaglio più interessante è un altro: chi contribuisce a trasformare il mercato del lavoro si candida anche a distribuire i cerotti.

Altman e Musk, la gara del benefattore

Sam Altman non vuole perdere il podio della bontà. Il numero uno di OpenAI ha avanzato l’idea di attribuire a un fondo pubblico statunitense una quota del 5% della società, purché altre grandi imprese dell’IA partecipino. Un piano ancora sulla carta, ma politicamente seducente: i profitti restano giganteschi e una fetta può diventare il biglietto da visita per Washington.

Elon Musk, allergico a farsi rubare la scena, ha rilanciato con una promessa da Babbo Natale con il razzo: nel 2027 un’azione SpaceX a ogni bambino americano. Non ha però chiarito modalità e requisiti. Intanto l’annuncio ha già incassato ciò che nella Silicon Valley vale quasi quanto un dividendo: una valanga di attenzione.

Il conto lo pagano gli altri

Naturalmente redistribuire ricchezza non è un peccato. Anzi, sarebbe il minimo se l’IA concentrasse ulteriormente profitti e potere. Il punto è chi stabilisce le regole. Le stesse aziende che progettano la rivoluzione vorrebbero decidere anche quanto riconoscere a chi ne subisce le conseguenze.

La scena, in fondo, è perfetta: il futuro arriva in automatico, la protezione sociale resta facoltativa. E al lavoratore che teme di essere rimpiazzato da un algoritmo non resta che sperare nella generosità del proprietario dell’algoritmo. Magari ringraziandolo pure.

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