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Isolate i violenti. Casa problema sociale

L’emergenza casa non può essere gestita esclusivamente come un problema di ordine pubblico. Portare celermente avanti gli arresti ai danni dei manifestanti e dall’altra parte non occuparsi minimamente del problema sociale in sé, è il metodo migliore per alimentare conflitti violenti, insicurezza e pulsioni demagogiche nel Paese.

I comportamenti violenti vanno senz’altro isolati e deplorati, ma il disagio sociale non può essere affrontato con la criminalizzazione della protesta, quando l’unica strada è l’intervento sociale. Continuare a trattare come criminale chi difende il proprio diritto ad avere una casa in tempo di crisi, oltre a non essere moralmente accettabile, è anche dannoso perché innesca spirali sempre più aspre di contrapposizione sociale.

Dovremmo essere tutti consapevoli che l’immobilismo dei Governi nei confronti di un’emergenza insoluta e aggravata negli anni le promesse spesso non mantenute a cominciare da quel Piano per la casa che proprio quel giorno veniva annunciato dal Ministro Lupi e che non ha mai visto la luce, producono un inasprimento inevitabile delle proteste.

Ileana Piazzoni, deputato Sel