Roma accelera sulla mobilità ciclabile. Il nuovo punto di partenza è il Viadotto dei Presidenti, nel III Municipio, dove il sindaco Roberto Gualtieri ha inaugurato un itinerario ciclopedonale di 2,7 chilometri, realizzato recuperando lo spazio destinato negli anni Novanta a una linea tranviaria mai entrata in servizio. L’intervento è anche una vetrina della strategia del Campidoglio, che punta alla «bicipolitana»: un sistema integrato di percorsi per biciclette, collegamenti con la metropolitana e servizi dedicati. Un piano che, secondo le stime, richiederà complessivamente circa 470 milioni di euro per le infrastrutture ciclabili: per completarlo tuttavia, serviranno ancora milioni di euro di risorse. E resta aperto il confronto con i residenti
Viadotto dei Presidenti, da infrastruttura abbandonata a parco lineare

All’inaugurazione erano presenti, oltre a Gualtieri, l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè e il presidente del III Municipio Paolo Marchionne. L’opera trasforma un’infrastruttura incompiuta in un corridoio protetto dalla circolazione delle auto, con pista ciclabile, percorso pedonale e tracciato per l’attività atletica. Il progetto, finanziato attraverso i fondi europei NextGenerationEU nell’ambito del Pnrr, collega il Parco delle Sabine al Parco Talenti e intercetta punti strategici del quadrante nord-est, dalla stazione ferroviaria di Fidene al centro commerciale Porta di Roma, fino all’Università Pontificia Salesiana. Sono previsti collegamenti con le bike-lane di via Monte Cervialto e con la stazione Jonio della metro B1. “Non soltanto una pista ciclabile, ma un vero e proprio parco lineare. L’obiettivo è prolungare il percorso e connetterlo progressivamente agli altri itinerari cittadini”. Ha spiegato il primo cittadino.
Bicipolitana, 470 milioni per collegare centro e periferie

La strategia del Campidoglio va oltre la realizzazione di singoli tratti. Il modello indicato dal sindaco la “bicipolitana”, ovvero un sistema riconoscibile e integrato, simile appunto a una metropolitana di superficie con collegamenti diretti ai mezzi pubblici per gli spostamenti quotidiani e itinerari destinati al tempo libero e al cicloturismo. Il piano comprende mappe, segnaletica dedicata, rastrelliere, aree di sosta, ponti ciclopedonali e nuovi posti per le biciclette nelle bike box delle stazioni della metropolitana. Tra gli interventi principali figurano il Grande Raccordo Anulare delle Bici (Grab), pensato per collegare aree centrali e periferiche passando, tra gli altri luoghi, per l’Appia Antica, il Parco degli Acquedotti, la Ciclovia Tirrenica e il collegamento tra il Colosseo e Ostia, lungo un itinerario di circa 30 chilometri che attraversa anche l’area archeologica di Ostia Antica.
La doppia sfida da vincere: ecosostenibilità e diffidenza dei cittadini

Restano, però, diversi nodi da sciogliere. In primis, quello economico resta centrale. Le risorse per il 2027, risultano già disponibili e una parte consistente degli appalti già affidata. Per gli interventi fino al 2030, occorrerà invece programmare o reperire ulteriori finanziamenti. Le stime indicano un fabbisogno aggiuntivo di circa 40 milioni di euro l’anno. La trasformazione della mobilità romana continua tuttavia a dividere. Residenti e comitati di quartiere hanno contestato in diversi casi la riduzione degli spazi destinati alle auto e le conseguenze sulla circolazione. La giunta Gualtieri ha definito la battaglia contro le ciclabili fuori dal tempo e dalla storia, ribadendo l’ambizione di fare di Roma “una città europea anche sul fronte della mobilità sostenibile”. La prova, adesso, sarà trasformare il progetto finanziato in una realtà tangibile e utilizzabile: chilometri di piste non bastano senza collegamenti e percorsi efficaci tra quartieri, trasporto pubblico e servizi.
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