La leggenda narra che il condottiero Lucio Cornelio Silla, cento anni prima della nascita di Cristo, assediò così a lungo agli abitanti di questo territorio a 50 chilometri da Roma da costringerli a cercare nuove forme di sostentamento. E la scelta ricadde quasi inevitabilmente sulle castagne che, nei secoli successivi, sarebbero state definite “i cereali che crescono sull’albero” per la loro capacità di sostituirsi al pane e di sfamare intere generazioni di contadini. Nel fine settimana del 22 e 23 novembre, il paese di Capranica Prenestina celebra questa specialità tipica del periodo autunnale in una variante tipica del luogo, la “mosciarella”.
Una prelibatezza che si ottiene dopo un lungo processo di essiccazione all’interno delle caratteristiche “casette” che ancora si scorgono all’interno dei castagneti: al primo piano viene acceso un fuoco e, attraverso un pavimento di graticci, il calore sale ed essicca i frutti accatastati al piano superiore. Un procedimento che, alla Sagra di Capranica Prenestina, sarà illustrato a tutti i visitatori che vorranno scoprire il profondo legame che ancora esiste fra gli abitanti di queste terre e le castagne. Nelle caratteristiche cantine del centro storico aperte per l’occasione si potrà intraprendere un vero e proprio tour enogastronomico a base di prodotti tipici del luogo, a base di castagna e non solo; e a fare da sottofondo alla festa saranno gli spettacoli folcloristici e le esibizioni degli artisti di strada.
Anche dal punto di vista culturale il programma riserva gradite soprese, dalle mostre allestite per l’occasione, alle passeggiate micologiche fino alle visite guidate al Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, ospitato all’interno di Palazzo Barberini. Capranica Prenestina sorge a 900 metri di altezza all’interno di un territorio dalla natura incontaminata con vasti faggeti, castagneti e una pineta di 400 ettari. Il borgo si sviluppa intorno al castello e alla chiesa della Maddalena, dominata dalla sagoma del cosiddetto “cupolino”, comunemente attribuito alla scuola del Bramante. Poco fuori dall’abitato, merita sicuramente una visita il Santuario della Mentorella, il più antico d’Italia; questo luogo suggestivo, il 29 ottobre del 1978, fu meta del primo pellegrinaggio di Giovanni Paolo II dopo l’elezione al soglio Pontificio; un luogo molto caro a Papa Wojtyla, che tornò più volte al Santuario negli anni successivi per raccogliersi in preghiera.
Rubrica a cura di Fuoriporta
