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La Lazio vola: non è più una sorpresa, Champions League una meta raggiungibile

Nove vittorie e un pareggio. Ventotto punti, il primato solitario e un messaggio chiarissimo al campionato: Gattuso fa sul serio

La Lazio vola: non è più una sorpresa, Champions League una meta raggiungibile

Il successo sul Cagliari, arrivato dopo una partita complicata e una rimonta dallo 0-1 consegna ai biancocelesti la vetta della Serie A. Un risultato che va oltre il semplice primato momentaneo e riporta alla memoria un precedente che mancava da sedici anni: l’ultima Lazio da sola in testa alla classifica alla decima giornata risale infatti alla stagione 2010/2011, quando in panchina sedeva Edy Reja.

Lazio, non è un caso: i numeri da record

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La Lazio vola: non è più una sorpresa, Champions League una meta raggiungibile
La Lazio vola: non è più una sorpresa, Champions League una meta raggiungibile

La Lazio è tornata da sola in testa alla classifica di Serie A dopo 5.836 giorni. Nel 2010 i biancocelesti avevano raccolto 22 punti, con il Milan secondo a due lunghezze. Oggi, il bottino è decisamente più consistente: 28 punti e tre di vantaggio sull’Inter. Solo quattro squadre, nella storia del campionato italiano, hanno tenuto lo stesso ritmo dei biancocelesti negli ultimi dieci anni: il Napoli nel 2016/17, la Juventus nel 2017/18, Napoli e Milan nel 2020/21. Un rendimento che non può essere liquidato come episodico, anche perché in queste prime 10 giornate la squadra di Gattuso ha vinto in tutti i modi possibili: in rimonta contro il Cagliari, dominando, come contro il Sassuolo. Quanto basta per dare un senso al percorso ed essere autorizzati a pensarsi come una candidata credibile per uno dei quattro posti che valgono la qualificazione alla prossima Champions League. Un obiettivo impensabile, con le premesse di inizio stagione ma adesso alla portata.

Champions League, un obiettivo raggiungibile. Europa a un passo

La Champions League, numeri alla mano, è un obiettivo assolutamente alla portata dei biancocelesti. La Lazio, per tornare a giocare nell’Europa che conta, deve chiudere intorno ai 72 punti. Ne servono altri 44, con ventotto giornate di campionato ancora a disposizione. Questo significa che potrebbe essere sufficiente viaggiare con una media punti di 1,54 a partita (un andamento da squadra di medio bassa classifica) per chiudere fra i primi quattro posti. Per un posto in Europa (League o Conference) la squadra di Gattuso è già quasi a metà strada, considerando la necessità di accumulare fra i 64 e i 70 punti. Ad alimentare la speranza, c’è anche l’assenza di altri impegni. La Lazio giocherà solo in campionato e scenderà in campo solo per altre 28 volte. Ha dunque, rispetto alla concorrenza, la possibilità di concentrarsi esclusivamente sull’impegno settimanale e assorbire più facilmente cali di forma, dispendio di energie, infortuni e qualche inevitabile passaggio a vuoto.

Lo scudetto resta un sogno: per ora…

La Lazio vola: non è più una sorpresa, Champions League una meta raggiungibile

Puntare al titolo, invece sembra un sogno. È vero che 10 giornate rappresentano più di un quarto di campionato ma è altrettanto innegabile che 900 minuti non possono iscrivere definitivamente la Lazio per la corsa al titolo. La squadra sta viaggiando a un ritmo straordinario ma non dispone della stessa profondità di rosa di Inter e Roma. Aver tenuto questo passo è già un’impresa, farlo per un’intera stagione è un’altra cosa. Sicuramente vincere aiuta a consolidare fiducia e autostima, ma per ora, Inter, Roma e Como sembrano avere qualcosa in più mentre la Juventus, il Napoli e il Milan, prima del successo nel derby, hanno già vissuto o vivono ancora momenti complicati.  In questo scenario, la Lazio può giocarsi le proprie carte e, soprattutto, può farlo senza il peso di dover dimostrare qualcosa a ogni costo. Se poi i giardini di marzo conserveranno questo scenario, allora sì, che sarà lecito coltivare sogni.

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