Ci sono serate nelle quali il pallone diventa un semplice dettaglio. La Partita del Cuore andata in scena all’Aquila, trasmessa in prima serata dalla Rai, è sembrata una di quelle memorabili partite aziendali in cui nessuno ricorda il risultato ma tutti conservano almeno un aneddoto surreale. Più che un evento sportivo, uno spettacolo di costume, con politici, giornalisti e cantanti impegnati in una sfida che, per ritmo e qualità tecnica, ha inevitabilmente richiamato la leggendaria partita di calcio di Fantozzi: interminabile, improbabile e irresistibilmente tragicomica, finita nel fango più totale.
Il protagonista assoluto fuori dal campo è stato Matteo Renzi. L’ex presidente del Consiglio ha deciso di lanciare il guanto di sfida a Roberto Vannacci, ma con una precisazione: niente calcio. “Maratona, Renzi contro Vannacci. Kraken contro Generale. Gli fo’ il cucchiaio”, ha scherzato, trasformando una partita benefica in un siparietto da talk show.
Tra playback, tinte improbabili e allenatori in cerca di panchina
A rubare la scena sono stati anche gli altri protagonisti. Roberto Mancini, ancora in attesa di una nuova avventura in panchina, ha guidato la squadra dei politici esibendo una chioma dalle sfumature arancio-camomilla difficili da ignorare. Accanto a lui, le tinture di Sal Da Vinci e soprattutto quella di Al Bano hanno alimentato inevitabili commenti.
Ma è stato proprio il cantante pugliese a suscitare le maggiori discussioni. Vederlo interpretare in playback uno dei suoi cavalli di battaglia ha trasmesso una certa malinconia. Per un artista che ha costruito la propria leggenda sulla potenza della voce, rinunciare al canto dal vivo lascia inevitabilmente l’amaro in bocca. Soprattutto vantandosi a fine esibizione del suo cimento. Ogni volta che affronta Nel sole, Al Bano continua a misurarsi con una sfida quasi impossibile: quella contro il ricordo di un’interpretazione che appartiene ormai alla storia della musica italiana dei tempi che furono… e che non torneranno più.
Laura Ravetto sorprende, Orsini e Giletti completano il cast
Tra i politici, Laura Ravetto ha attirato l’attenzione sfoggiando una tonicissima forma fisica da autentica atleta mentre Renzi si è ritrovato in squadra con Alessandro Orsini e Massimo Giletti, regalando una formazione che difficilmente qualcuno avrebbe immaginato anche solo pochi mesi fa. Alla fine il vero vincitore è stato ancora una volta lo spirito benefico della manifestazione. Perché il calcio è passato decisamente in secondo piano. E forse è stato meglio così: se la partita avesse dovuto vivere soltanto di schemi, dribbling e tiri in porta, perfino il ragionier Ugo Fantozzi avrebbe probabilmente chiesto il cambio prima dell’intervallo.
Meno male che stasera sulla Rai tornano i Mondiali…










