Dopo tutti gli scandali di questi ultimi anni, ci mancava solo la squallida vicenda dei biglietti falsi dell’Atac per avere un quadro ancora più completo di come e di quanto sia degenerata la Seconda Repubblica che pur si vantava di voler moralizzare l’Italia devastata da Tangentopoli. Una degenerazione, quella attuale, che fa comprendere come la corruzione vigente nella Prima Repubblica, per quanto deprecabile, serviva anche a finanziare e tenere in vita i partiti democratici.
Partiti in continua concorrenza con il Pci che, invece, beneficiava dei rubli dell’Unione Sovietica. Con quel denaro, ripeto, di pessima provenienza, si pagavano gli affitti delle sezioni, i dipendenti, le campagne elettorali, eccetera. Cancellati i partiti democratici, siamo passati alle ruberie individuali che finiscono direttamente nelle tasche dei malfattori con indebiti arricchimenti personali.
Se volete, viste le ridicole cifre utilizzate da numerosi consiglieri regionali che hanno sfruttato i rimborsi dei rispettivi gruppi di appartenenza, possiamo affermare che sono finiti nelle tasche dei pezzenti.
Per la prima volta nella storia della Chiesa c’è voluta la parola del Santo Padre per dire: “Basta!”. Ecco, io come molti altri sono indignato, doppiamente arrabbiato: come cittadino che paga le tasse, come politico che in quanto tale viene equiparato nell’opinione pubblica a questa banda di lanzichenecchi senza pudore e senza dignità. La magistratura faccia il suo dovere in modo rapido per restituire onorabilità a chi la merita.
Potito Salatto, eurodeputato del PPE
vicepresidente della delegazione Popolari per l’Europa al Parlamento europeo
