Chiusa Malagrotta e congelata la Falcognana, la protesta ora si sposta. Chi pensava che il tormentone dei rifiuti fosse finiti, si sbaglia. Alle prime luci dell’alba il Presidio No Discarica Divino Amore, riaccende i riflettori e si preparare ad esportare la battaglia sulle rive del lago di Bracciano.
La dichiarazione di guerra è contro il commissario Sottile: “Non siamo soddisfatti. Per noi Cupinoro non va bene, è come Falcognana, nessuna discarica – scrivono in un comunicato – l’incompetente Goffredo Sottile, fiduciario del governatore del Lazio Nicola Zingaretti e del Ministro Andrea Orlando, ha ora condannato senza la decenza di un minimo preavviso, Cupinoro. Il presidio esprime la piena solidarietà ai comitati di Bracciano e si rende disponibile alla organizzazione di pullman per rafforzare la contestazione quando ritenuta opportuna dalle comunità in lotta”.

E dopo la nuova mobilitazione le considerazioni: “Il metodo è lo stesso di Falcognana – continua il Presidio – decidono di nascosto sulla testa dei cittadini. Non sbagliavamo quando abbiamo denunciato il commissario Sottile definendolo un pericolo per la democrazia. Il modello autoritario si ripete e si consolida attraverso una azione carbonara diretta a reprimere e a sopprimere la protesta: un’azione anti democratica”.

Quindi l’annuncio che per la Falcognana non basta il freezer acceso dall’assessore comunale Estella Marino: “Su Falcognana non siamo soddisfatti poiché pretendiamo una retromarcia completa e totale. Il Presidio, pertanto, conferma la mobilitazione generale permanente per potenziare la nostra azione l’annuncio difensiva di una natura, quella dell’Agro Romano, di una bellezza ancora in parte incontaminata malgrado la dispersiva azione dell’uomo”.
Intanto a Bracciano il sindaco Giuliano Sala stempera gli animi: “Bracciano non sarà assolutamente la discarica di Roma: c’era un bando ed è stato rispettato un discorso istituzionale, non c’è alcuna vendita della Bracciano Ambiente né di terreni. Una volta finita la volumetria a disposizione fine, stop, discorso chiuso”. E per dimostrare la sua buona fede e le scelte del Comune e della società pubblica che gestisce il sito il prossimo 16 ottobre incontrerà la stampa: “Non ci sarà alcun danno o rischio per l’ambiente o per i cittadini, perché “potranno essere conferiti solo scarti contrassegnati con il codice Cer 19-12-12, ovvero trattati nei tmb e rigenerati, quindi inerti, meno dannosi del tal quale conferito nell’impianto e nel rispetto delle norme”. Per la cittadina sul lago i rifiuti romani valgono 1 milione e 200 mila euro. Non poco in tempi di vacche magre.
