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Maranza e tolleranza zero: rimpatriato il 18enne egiziano dopo gli scontri con gli agenti al Colosseo

A pochi giorni dalla “notte dei maranza” scatta il primo rimpatrio: il Viminale punta sulla linea della fermezza, mentre il Governo rivendica una presenza concreta dello Stato

Maranza e tolleranza zero: rimpatriato il 18enne egiziano dopo gli scontri con gli agenti al Colosseo
(Benvenuti/Lapresse)

Sono trascorse appena due settimane dai tafferugli scoppiati ai piedi del Colosseo e adesso per uno dei protagonisti della cosiddetta “notte dei maranza” è scattato ufficialmente il rimpatrio. Il diciottenne egiziano coinvolto nell’aggressione ai danni di agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale di Roma è stato infatti espulso dal nostro Paese. Il provvedimento è stato disposto dal Ministero dell’Interno sulla base della valutazione della sua pericolosità sociale, maturata in seguito ai fatti avvenuti nei primi giorni di luglio nel centro della Capitale.

La fermezza del Governo sul fronte dell’ordine pubblico

Al di là del singolo caso, però, la decisione si inserisce nella linea adottata dal Governo sul fronte dell’ordine pubblico, una strategia che trova riscontro anche nelle iniziative messe in campo da diverse amministrazioni locali. A Roma, ad esempio, sono stati introdotti i cosiddetti “tutor della notte“, pensati per rafforzare la presenza sul territorio e aumentare la sorveglianza nelle aree più frequentate durante le ore serali. L’obiettivo è quello di dare un segnale chiaro soprattutto ai cittadini, ossia che ad episodi di violenza e illegalità devono seguire interventi tempestivi e misure concrete.

Maranza e tolleranza zero: rimpatriato il 18enne egiziano dopo gli scontri con gli agenti al Colosseo
Dopo gli scontri al Colosseo, il Viminale accelera sulla linea della tolleranza zero (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

A ribadire questa impostazione è stato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, affermando che chi aggredisce le forze dell’ordine e viola la legge deve rispondere delle proprie azioni. Un principio, quest’ultimo, condiviso dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha richiamato l’importanza di una presenza dello Stato visibile e determinata ogni volta che vengono colpite la legalità e le donne e gli uomini in divisa.

La vicenda risale allo scorso 2 luglio, quando una festa di compleanno organizzata in largo Gaetana Agnesi è degenerata dopo l’accensione di alcuni fuochi d’artificio. L’intervento delle autorità aveva dato origine a momenti di forte tensione culminati nell’arresto di quattro persone, fra cui proprio il diciottenne egiziano, accusato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, accensioni pericolose e danneggiamento. Nei giorni successivi erano inoltre scattate operazioni speciali di controllo, che avevano portato a centinaia di identificazioni. Il rimpatrio del ragazzo rappresenta dunque il primo epilogo di quella notte, sebbene in molti continuino a sottolineare che garantire il rispetto delle regole e una maggior sicurezza nei luoghi simbolo della città non significa soltanto intervenire quando la situazione degenera, ma assicurare una presenza vigile più costante.