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Marino: “SuLLE multe risponderemo ma qui problemi più importanti”

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha annunciato che la replica alla contestazione di 8 multe per infrazione della Ztl non pagate arrivera’ “nel pomeriggio”, ma intanto non esita a ironizzare sulla portata della polemica. Da Milano, dove sta partecipando all’assemblea nazionale dell’Anci, Marino ha detto che “c’e’ un importante senatore del centrodestra che ha fatto un’importante interrogazione: c’e’ qualcosa che lo agita – ha aggiunto – e credo che gli uffici a Roma si stiano preoccupando di dare una risposta. Arrivera’ nel pomeriggio”.

Riferendosi poi ai lavori dell’associazione nazionale dei Comuni italiani, Marino ha voluto richiamare l’attenzione su un altro livello di questioni: “Qui – ha sottolineato – ci occupiamo di problemi piu’ importanti non solo per Roma”.

LE MULTE NON PAGATE – Il sindaco-ciclista di Roma rischia di finire nei guai per una serie di multe non pagate. Otto in tutto, tutte prese quest’estate, per esser entrato con la sua Panda rossa nella zona Ztl. Come riportano alcuni quotidiani il sindaco di Roma ha dimenticato di rinnovare per tempo il permesso per accedere nella Zona a traffico limitato del centro storico, circolando dal 24 giugno al 20 agosto senza un contrassegno valido. Non è la prima volta che Marino finisce in guai di questo genere. La sua Panda, infatti, era già stata rimossa dal parcheggio del Senato dove per oltre un anno ha sostato gratis pur avendo il proprietario traslocato in Campidoglio. Ora a dare pensieri al sindaco sono queste contravvenzioni. Il debito ammonta a 640 euro, più notifiche e interessi.

Alessandro Onorato, lista Marchini: ben 35 verbali tra il 2012 e il 2013, quando Marino era ancora senatore del Partito democratico, appellati al prefetto e al giudice di pace. E 8 multe, prese quest’estate, non pagate e “congelate” dal Campidoglio. Ecco i fatti: tra giugno e luglio il sindaco ha preso, con la sua Panda, otto contravvenzioni ai varchi elettronici della Ztl perché, per due mesi, il suo permesso non era valido. Infrazioni, codice alla mano, da 80 euro ciascuna, per un totale di 640 euro complessivi, più notifiche e interessi. Le contravvenzioni, dai tabulati del Dipartimento «Risorse economiche», risultano non pagate e sono accompagnate da relativo numero di atto e sigla di accertamento. Ma, su queste, è inserito il codice che si usa se un cittadino fa ricorso al prefetto o al Giudice di pace. Eppure, secondo il Tuel (Testo unico enti locali), il sindaco non può avere una «lite pendente» col Comune che guida, pena la sua decadenza. Ma non solo: secondo quanto riportato dagli organi di stampa, sembrerebbe che un dirigente del Dipartimento abbia scritto una nota secondo la quale la macchina del sindaco era – dal 25 giugno 2014 – in una sorta di «lista bianca», che scatterebbe «in automatico, per qualsiasi cittadino», subito dopo il mancato rinnovo. Le multe, secondo il Campidoglio, non sarebbero «mai state notificate» e la dicitura del ricorso «è solo l’attivazione del meccanismo di autotutela da parte dell’amministrazione». Qualcosa però non quadra: nella «lista bianca» si entra solo alla richiesta del nuovo pass, a quel punto la targa viene «riconosciuta» dal varco elettronico e nei tabulati la multa non figura proprio. Se Marino è in «lista» dal 25 giugno, le sanzioni al varco non dovrebbero esserci. Ancora: se ci fosse l’autotutela, le multe sarebbero cancellate. A meno che non siano stati i vigili urbani a toglierle. Terzo: se le multe non sono mai state notificate, come può scattare la tutela?