C’è chi, davanti ad un’estate sempre più rovente, pensa a condizionatori più potenti, ventilatori giganti e a strumenti all’avanguardia, e chi, invece, preferisce di gran lunga puntare sui rimedi più vecchi del mondo. Un po’ ciò che è accaduto a Medellín, dove si è deciso di incrementare la vegetazione per le vie della città. Non si tratta di qualche aiuola sparsa qua e là, giusto per decorare o rendere più piacevole una strada o un quartiere, ma di una vera e propria rete verde pensata per combattere l’isola di calore urbana, quel fenomeno che trasforma le metropoli in enormi accumuli di cemento, asfalto e palazzi capaci di trattenere il caldo per ore e ore.

Medellín e i corridoi verdi che hanno abbassato il termometro della città
Dal 2016 la seconda città della Colombia porta avanti il progetto dei “Corredores Verdes”, una serie di trenta corridoi composti da alberi, arbusti, giardini verticali e aree ri-naturalizzate. L’obiettivo è collegare tra loro gli spazi verdi già presenti e portare la vegetazione proprio nei punti dove le temperature si fanno sentire maggiormente: strade, percorsi pedonali, margini urbani e aree vicine ai corsi d’acqua. Secondo i primi dati diffusi dall’amministrazione cittadina e dalla rete C40, pare che la soluzione scelta stia funzionando e che nelle aree interessate dagli interventi i termometri abbiano infatti registrato un calo di circa 2 gradi. Un risultato che, durante le giornate più torride, può sembrare poca cosa, ma che a lungo termine significa avere strade più vivibili, meno superfici incandescenti e spazi pubblici più facilmente frequentabili, specialmente per anziani, bambini, fragili e chi lavora all’aperto.

Le chiome creano ombra e riducono l’esposizione diretta al sole di strade e persone, mentre il processo di evapotraspirazione permette alle piante di rilasciare acqua nell’atmosfera contribuendo a raffreddare l’ambiente circostante. Una sorta di climatizzatore naturale, con una differenza non trascurabile: non consuma energia e può offrire benefici ambientali per anni, se adeguatamente curato.
Roma e l’albero bioclimatico rimasto senza radici
Una strada molto diversa da quella immaginata a Roma, dove per far fronte al clima proibitivo delle ultime settimane si era pensato di installare un albero “bioclimatico”. Una definizione che farebbe pensare ad una pianta del futuro, ma che, in realtà, di arboreo avrebbe avuto ben poco. Non a caso, l’installazione avrebbe visto la luce a Piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, dove, grazie ai suoi particolari sistemi di raffreddamento, avrebbe dovuto offrire sollievo ai passanti nelle immediate vicinanze attraverso il principio del raffrescamento evaporativo. Insomma, l’idea era quella di creare una struttura ispirata alla natura, ma velocizzandone i tempi e ad un costo stimato di circa 500mila euro. Peccato solo, però, che quell’albero non abbia mai messo radici e che l’iniziativa sia stata abbandonata per dar spazio ad alternative più naturali. Tuttavia, qualora avesse visto la luce, il progetto avrebbe mai funzionato realmente?

Chi lo sa. Quel che è certo è che a Medellín la prima fase dei corredores, stando alle stime del World Economic Forum, ha richiesto un investimento di circa 16,3 milioni di dollari, ai quali si aggiungono circa 625mila dollari all’anno destinati alla manutenzione. Una cifra importante, soprattutto considerando la scala dell’intervento: Medellín non ha puntato su un singolo punto, ma sulla costruzione di una rete diffusa capace di coinvolgere intere aree e di avere effetti anche sulla qualità dell’aria nonché sulla gestione dell’acqua piovana.
Naturalmente, nessuna delle due strade, da sola, può risolvere il problema. Qualche pianta non fermerà il cambiamento climatico e una singola struttura non potrà invertire il destino termico di una grande metropoli. Ciò nonostante, mentre ci si affanna per cercare soluzioni sempre più sofisticate per affrontare estati ormai estreme, a volte la risposta più efficace è quella più semplice: piantare alberi veri nei luoghi in cui servono davvero.

