Messaggi anonimi circolati sui social e nelle chat dei rappresentanti dei genitori del liceo Edoardo Amaldi di Roma. Sulla pagina Spotted Amaldi, poi rimossa, sarebbero comparsi anche riferimenti al terrorismo e alla morte: quanto basta alla dirigente scolastica Valeria Sentili per attivare il protocollo sicurezza previsto dalla riforma del Ministro Valditara. E così la polizia ha operato preventivamente fuori dalle sedi dei quartieri di Castelverde e Tor Bella Monaca.
Le voci dei ragazzi: terrorismo e coltelli negli zaini
Le voci, all’interno della scuola, circolavano già da una settimana. Tra i ragazzi si era diffusa la voce della possibile presenza di coltelli negli zaini, ma senza comunicazioni ufficiali sul ritrovamento di armi. nella mattinata del primo ottobre e per questo la le forze dell’Ordine del commissariato Casilino hanno predisposto controlli nelle due sedi dell’Amaldi: una a Tor Bella Monaca e l’altra alla succursale del quartiere di Castelverde. Agli ingressi sono stati utilizzati metal detector portatili e agli studenti è stato chiesto di aprire gli zaini. “Abbiamo ritenuto opportuno non ignorare queste possibili minacce”, ha spiegato la dirigente Valeria Sentili, precisando che l’intervento è stato deciso “ai fini preventivi, per tutelare i ragazzi e il personale scolastici. Tutto si è svolto nella massima tranquillità e sicurezza”.
La dirigente: “I controlli non si ripeteranno, la scuola non è una banca né un aeroporto”

All’Amaldi, il dispositivo è stato quindi adottato in via preventiva dopo una segnalazione, senza che dalle informazioni diffuse dalla scuola e dalla Questura emerga il ritrovamento di armi. La giornata scolastica si è conclusa senza criticità. Non sono previsti nuovi controlli con metal detector. La dirigente lo esclude categoricamente: “Quanto accaduto si lega all’applicazione di una direttiva che si applica nel momento in cui si ravvisa una possibile problematica. Se qualcuno ha parlato di armi, coltelli o pistole, non si cercava nulla. Era un controllo preventivo. La scuola è un luogo di istruzione, libertà di espressione e confronto, nel rispetto reciproco, non deve trasformarsi in un qualcosa di perennemente controllato come banche o aeroporti. Quanto ai social, l’Amaldi ha un account ufficiale riconoscibile e gestito da una risorsa interna”.
La preoccupazione dei genitori e i controlli preventivi
Resta però, l’amarezza e la preoccupazione delle famiglie che, pur sposando l’idea dei controlli, esprimono preoccupazione per la mancata comunicazione preventiva e disagio per l’intervento delle forze dell’ordine. Tuttavia l’attività svolta dalla scuola rientra nel quadro della direttiva congiunta dei ministeri dell’Interno e dell’Istruzione sui controlli preventivi negli istituti scolastici. Secondo i dati del ministero, tra febbraio e maggio 2026 le forze dell’ordine hanno effettuato 2.828 interventi in 276 plessi. Le possibilità legate invece al controllo dei canali social, come sottolineato dalla stessa dirigente scolastica, si lega al cosiddetto “patto di corresponsabilità” fra scuola, famiglie e alunni maggiorenni. “Certamente avremmo potuto non applicare il protocollo, ma di fronte alla possibilità che potesse accadere qualcosa ci avrebbero detto che eravamo a conoscenza della situazione e non siamo intervenuti”. Per la serie: meglio prevenire che curare.


