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Monopattini, confermato lo stop di 30 giorni per il colosso dello sharing Lime

Monopattini a Roma, il Tar dà ragione al Campidoglio: confermata la sospensione di 30 giorni per Lime per non aver rispettato la redistribuzione dei mezzi fuori dal centro. La società annuncia ricorso

Monopattini, confermato lo stop di 30 giorni per il colosso dello sharing Lime

La linea dura contro il “monopattino selvaggio” incassa il primo punto a favore. Il Tar del Lazio ha confermato la sospensione di 30 giorni nei confronti di Lime, il gigante dello sharing più diffuso nella Capitale, dando piena ragione all’operato di Roma Capitale e dell’Assessorato alla Mobilità. Una decisione destinata a far discutere e che molto probabilmente vedrà un nuovo capitolo davanti al Consiglio di Stato, ma che per ora segna una vittoria politica e amministrativa per il Campidoglio.

La battaglia delle regole: il nodo redistribuzione

La vicenda è cominciata nel 2024. Le tre società vincitrici del bando comunale erano già state stangate con un primo stop di una settimana per aver violato le regole sulla redistribuzione dei mezzi. I capitolati parlerebbero chiaro: evitare l’accumulo selvaggio di biciclette e monopattini nel centro storico e garantire una copertura equa anche nei quartieri periferici.

Secondo gli uffici del Comune, tra novembre 2023 e febbraio 2024 Lime avrebbe commesso le prime infrazioni, per poi cascarci di nuovo nel marzo successivo. Risultato? È scattato il secondo livello di sanzioni previsto dal regolamento: 30 giorni di sospensione totale del servizio. Un provvedimento congelato durante i mesi del Giubileo per evitare disservizi alla viabilità cittadina e riattivato all’inizio di quest’anno.

La sentenza del Tar: “Sanzioni corrette”

Lime aveva presentato ricorso contestando le tempistiche: secondo la società, la seconda sanzione non poteva fondarsi su infrazioni riscontrate prima dell’effettiva esecuzione della prima sospensione.

I giudici del Tar, tuttavia, hanno bocciato la tesi dell’operatore. Per i magistrati amministrativi ad essere determinante è la cronologia delle infrazioni e non la data di notifica degli uffici comunali. Seguire l’interpretazione di Lime – evidenzia il Tar – avrebbe creato un paradosso, permettendo agli operatori di continuare a ignorare le regole durante i tempi tecnici delle verifiche.

Promossa a pieni voti anche la gestione dei tempi da parte dell’amministrazione, ritenuta giustificata sia per la complessità degli accertamenti sia per la necessità di tutelare i trasporti durante l’anno giubilare.