L’erede di Luxottica si confessa a Pulp Podcast: sesso, droga, yacht e un padre che gli avrebbe dato tutto tranne l’amore. Poi il colpo di genio: il 90% delle sue conquiste grazie a una canzone di Bowie. Quando anche i miliardi non bastano per sentirsi una rockstar.
C’è chi va dallo psicanalista, chi scrive un’autobiografia e chi, disponendo di qualche miliardo, preferisce raccontare i propri tormenti a Fedez. Leonardo Maria Del Vecchio sceglie la terza strada e trasforma Pulp Podcast in una curiosa seduta di autoanalisi, condita da yacht, stupefacenti e prestazioni sentimentali degne di un censimento Istat.
Il figlio del fondatore di Luxottica sostiene di aver fatto l’amore con oltre duemila donne. E precisa, con una meticolosità statistica che farebbe impallidire l’Istat, che il 90% sarebbe capitolato ascoltandolo cantare Heroes di David Bowie. Milleottocento conquiste musicali: un successo che neppure il Duca Bianco, probabilmente, avrebbe osato rivendicare. Viene da pensare che Bowie, potendo, pretenderebbe non soltanto i diritti d’autore, ma anche un risarcimento per l’uso improprio del proprio repertorio. Resta però un interrogativo, maligno quanto inevitabile: a sedurre le signore erano davvero le doti canore del giovane Del Vecchio o la suggestione di un patrimonio con parecchi zeri? Perché il sospetto, naturalmente tutto da dimostrare, è che persino anche con l’ultimo trapper di periferia come sottofondo, dotato di una intonazione da serranda arrugginita, il buon Leo avrebbe potuto ottenere risultati altrettanto lusinghieri. Purché a cantare, più che la voce, fosse il conto in banca. Del resto, certe serenate non hanno bisogno di essere intonate. Basta che siano ben capitalizzate.
Due yacht, duemila donne e il dramma dei miliardari
Del Vecchio racconta di possedere due yacht, entrambi con bandiera italiana, ma di volerne vendere uno. Una dolorosa rinuncia patrimoniale che immaginiamo scuoterà profondamente le famiglie alle prese con le bollette.
Poi la riflessione filosofica: i miliardari sarebbero tutti, a suo dire, degli idioti. Un’autocritica di classe che potrebbe inaugurare una nuova corrente di pensiero: il pauperismo con ormeggio a Porto Cervo.
Non mancano i capitoli più oscuri. L’imprenditore parla apertamente del ricorso alla droga per riempire periodi di profondo vuoto personale. Una confessione dolorosa, che merita rispetto e che rende ancora più stridente il contrasto con il triste catalogo delle conquiste esibito pochi istanti dopo.
Il padre, la Cgil e l’ufficio stampa che aveva ragione
C’è anche la ferita familiare. Il padre Leonardo, secondo il racconto del figlio, avrebbe garantito tutto materialmente, lasciando però un vuoto affettivo. Su Luxottica, invece, Del Vecchio junior rivendica di non aver licenziato nessuno, salvo alcuni manager. E ricorda le telefonate della Cgil dopo le sue uscite dall’azienda.
Fedez gli domanda perché abbia deciso di esporsi tanto. Risposta: per mostrare quella parte di sé che nessun ufficio stampa o amministratore delegato gli avrebbe consigliato di esibire.
Finalmente una certezza, in mezzo a tante confessioni: qualche volta i consulenti di comunicazione hanno perfettamente ragione.


