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“Non so dove mettere tutti ‘sti contanti”. Le tangenti anche per le piste ciclabili

Attorno alla figura di Turella, funzionario del X Dipartimento di Roma Capitale in carcere per corruzione aggravata, ruoterebbe l’aggiudicazione di un appalto da 800mila euro per la manutenzione delle piste ciclabili in citta’ ottenuta nell’estate del 2003 dalla cooperativa guidata da Salvatore Buzzi

In una intercettazione Buzzi, parlando con un altro indagato delle cooperative (Emilio Gammuto), confermava come Claudio Turella, funzionario del X Dipartimento di Roma Capitale (Tutela ambientale e del Verde – Protezione civile), fosse un uomo a disposizione del clan: “Gli davamo la pagnotta pure a lui”, chiarendo come 15mila euro ancora dovuti al dirigente comunale “fossero da considerare l’ultima tranche di denaro dei 40mila euro complessivi da erogargli in cambio dei fondi ricevuti dalle cooperative per ‘l’emergenza maltempo’”.
E sottolineando “come Turella fosse avvezzo ad atti di corruttela, Buzzi – si legge nell’informativa – riferiva come in passato quest’ultimo gli avesse confidato di non sapere come gestire gli ingenti capitali che aveva accumulato in contanti”. Non a caso, tra le carte depositate al riesame, figura l’esito della perquisizione eseguita presso l’abitazione di Turella e conclusa con il sequestro di 572mila euro in contanti divisa in banconote di vario taglio.

Proprio attorno attorno alla figura di Turella, in carcere per corruzione aggravata, turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio, ruoterebbe l’aggiudicazione di un appalto da 800mila euro per la manutenzione delle piste ciclabili in citta’ ottenuta nell’estate del 2003 dalla cooperativa guidata da Salvatore Buzzi, sodale dell’ex estremista nero Massimo Carminati. Nell’informativa dei Ros che la procura ieri ha depositato al tribunale del riesame, a Turella viene attribuito un ruolo fondamentale “per aver garantito al sodalizio continuita’ tra le diverse giunte capitoline, consentendogli di esercitare le proprie influenze, indipendentemente dall’area politica al potere”.
La procura e’ al lavoro per capire se ci sia un nesso tra gli oltre 570mila euro in contanti trovati nel cassetto di una scrivania e in una cassaforte a parete il 2 dicembre scorso dai carabinieri del Ros durante la perquisizione nell’abitazione di Claudio Turella, funzionario del Servizio Giardini del X Dipartimento di Roma Capitale, e il furto di un pc avvenuto tre giorni dopo proprio nello stabile che ospita gli uffici dove e’ inquadrato il dirigente pubblico.
I carabinieri, in relazione al furto scrivono che “ignoti malfattori, dopo essersi introdotti abusivamente nella struttura ed aver rovistato tra i cassetti di parte della mobilia presente nei locali, si erano impossessati del notebook di proprieta’ di Claudio Zacchia, dipendente della Protezione civile del Comune di Roma. Dalle dichiarazioni rese dal personale dipendente dell’ufficio comunale, non risulta essere stato sottratto altro materiale di valore o documentazione di interesse”.