“La Protezione Civile Regionale? Una sovrastruttura usata come ennesimo poltronificio per distribuire incarichi dirigenziali agli amici degli amici”. Questa l’accusa mossa dal Movimento 5 Stelle Lazio che come prova porta la nomina del nuovo direttore dell’agenzia regionale, Gennaro Tornatore, un nome che secondo i pentastellati già girava tra i corridoi della Pisana a dispetto di ogni regola di trasparenza dettata dalla selezione tramite servizio pubblico.
Alla scandenza del termine per la presentazione delle candidature interne, il 9 maggio scorso, per il bando indetto dalla Regione Lazio per il conferimento dell’incarico di Direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, istituita il 26 febbraio 2014, risultavano protocollate 5 domande di dirigenti interni all’amministrazione regionale. Dai curricola pubblicati online si evidenziava che fossero in possesso dei requisiti necessari per la carica ricercata, ma la scelta dell’amministrazione è ricaduta su una figura esterna, nonostante i limiti imposti dalla legge165 del 2001 che impone limiti in tale senso.
“A malincuore devo confermare le nostre ‘proprietà divinatorie’ – ha tuonato Gianluca Perilli, capogruppo del M5S Lazio – a fronte di voci che circolavano all’interno dell’ amministrazione, avevamo annunciato di conoscere il nome di chi avrebbe vinto il bando nonostante lo stesso dovesse essere ancora selezionato tramite un concorso pubblico. Lo avevamo scritto in un foglio e ci eravamo fatti apporre la data certa. La delibera di Giunta del 9 settembre ha confermato il nominativo e tutti i nostri dubbi sulla trasparenza dell’amministrazione regionale, uno dei pilastri del programma elettorale di Zingaretti”.
“Con il bando pubblicato il 13 giugno per la ricerca di una figura esterna all’amministrazione regionale – denunciano i 5 Stelle – Zingaretti vuoleva affidare l’incarico ad un altro dirigente esterno che percepirà circa 180.000 euro annui nonostante la legge preveda un limite per i dirigenti apicali esterni già ampiamente sorpassato, essendo questo l’ottavo”.
“E’ un fatto gravissimo – continua Perrilli – che va denunciato in tutte le sedi opportune. Durante la discussione della legge per il riordino della protezione civile avevamo detto che serviva solo a distribuire poltrone e che non aveva alcun effetto sulla gestione delle emergenze, oggi con una Roma immersa nella propria impreparazione agli eventi atmosferici, il nostro dubbio diventa certezza, con un costo aggiuntivo per l’amministrazione regionale che ha nominato un altro esterno e con tanti saluti ai cittadini e alla tutela del territorio.”

