Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Per ascoltare la radio al volante servirà internet? L’Europa vuole evitarlo

Per ascoltare la radio al volante servirà internet? L’Europa vuole evitarlo

L’Europa discute nuove regole per garantire FM e DAB+ su tutte le auto. Con i cruscotti sempre più digitali, broadcaster e associazioni chiedono che la radio resti gratuita, diretta e accessibile senza app né connessione internet.

Per ascoltare la radio al volante servirà internet? L’Europa vuole evitarlo

I nuovi cruscotti digitali spingono streaming e app e mettono in discussione la vecchia autoradio. Bruxelles prepara le nuove regole, mentre l’Italia si è già mossa per difendere FM e digitale terrestre

Prima c’era un gesto quasi automatico: si girava la chiave, si accendeva la radio e si cercava la propria stazione. Adesso anche questo piccolo rito rischia di finire dentro menu, app, account e connessioni internet. Ed è proprio per evitare che la radio tradizionale sparisca silenziosamente dai cruscotti che in Europa è partita una battaglia per difendere FM e DAB+ sulle automobili di nuova generazione.

Il terreno dello scontro è il futuro Digital Networks Act, la normativa europea che dovrà ridisegnare le regole delle comunicazioni elettroniche. Oggi la disciplina comunitaria prevede che, se su un’auto nuova viene installato un ricevitore radio, questo sia in grado di captare anche il digitale terrestre. Ma non impone che il ricevitore ci sia davvero. Ed è qui che broadcasters e associazioni chiedono di chiudere il buco normativo.

Il cruscotto diventa uno smartphone

Il problema nasce dalla trasformazione delle auto in grandi piattaforme multimediali. Podcast, Spotify, servizi a pagamento e radio convivono sullo stesso schermo, ma alcuni costruttori hanno già iniziato a sperimentare modelli senza ricezione broadcast tradizionale.

In Francia Radio France e le principali associazioni del settore hanno chiesto che FM e DAB+ restino gratuiti e immediatamente accessibili, senza dover consumare dati o sottoscrivere servizi.

La questione non riguarda soltanto la comodità. La radio terrestre mantiene infatti un ruolo importante nelle emergenze perché può continuare a trasmettere anche quando reti mobili e connessioni internet sono in difficoltà. È uno degli argomenti portati anche al Parlamento europeo da EBU e AER.

L’Italia si è portata avanti

In questa partita l’Italia viene indicata tra i Paesi che hanno anticipato il problema, spingendo per mantenere la ricezione FM e DAB+ anche sui nuovi veicoli. Ora il settore punta a trasformare lo stesso principio in una regola comune europea. La posta in gioco, alla fine, è molto semplice: evitare che per ascoltare il giornale radio, una partita o una stazione locale si debba chiedere il permesso a una piattaforma digitale.