Ligustri, lecci e aceri, ma anche lentischi e alberi del corallo. Un esercito verde sta per invadere la Capitale. La promessa di un nuovo patrimonio arboreo è scritta nero su bianco – anzi, verde su bianco – su migliaia di cartelli “piantati” al centro di aiuole dove, un tempo, viveva e vegetava, un albero. Impossibile non notare le lunghe infilate di “memoriali del verde” allestite sul bordo di strade e viali, recanti lo slogan rassicurante: “Qui crescerà un nuovo albero”.
A prima vista, l’effetto scenico è quello di tante piccole lapidi in successione che ricordano quellee migliaia di manifestini mortuari apparsi nei mesi scorsi sui tronchi di giovani alberi piantati e morti nell’arco di pochi mesi. Al contrario, l’intervento verde dell’amministrazione comunale promette la piantumazione di 20.000 alberi che andranno a sostituire quelli caduti o tagliati perché malati; di fatto circa 30.000. L’iniziativa è stata lanciata i primi di ottobre ed ha fatto molto discutere, nonostante la precisazione del comune sul suo profilo Instagram ufficiale di Roma Capitale che ricorda agli utenti che sono già stati piantati oltre 70.000 alberi.

Da ottobre a febbraio, i mesi migliori
20.000 alberi ed un investimento complessivo di 10 milioni di euro. La campagna verde di Roma Capitale fa ben sperare che i cartelli/voto vengano presto sostituiti da giovani alberi. Sì, perché – lo sanno bene giardinieri e vivaisti esperti – i mesi migliori per piantare un albero vanno da ottobre a febbraio/marzo. Un’accortezza che sembrerebbe abbastanza risaputa anche da molti utenti su social network, a giudicare dai commenti in risposta ad alcuni reel che promuovono l’iniziativa. Ma allora perché annunciare un’intervento così prossimo, per altro, con una spesa per una cartellonista così massiccia? Informazione o propaganda, contesta il web.

Il comune invita i cittadini a segnalare le ceppaie
L’annuncio dei 20.000 nuovi alberi attraverso l’imponente diffusione della cartellonista informativa, non rassicura i cittadini. Sono migliaia i commenti che contestato l’iniziativa, considerata, dai più, un’operazione pubblicitaria, oltre ad una spesa inutile. Dal Campidoglio viene messo a disposizione del cittadino anche il numero 060606 – dalle 8.00 alle 20.00 – per segnalare “una tazza arborea vuota, occupata da una ceppaia o coperta di asfalto”, nonché il coinvolgimento di “100 operatori per il monitoraggio della manutenzione e il raddoppio dei passaggi delle autobotti”. Se c’è qualcuno che, con spirito, invita il comune a “piantare crisantemi” al posto dei cartelli, la maggioranza dei commenti sotto il post del comune consistono nell’invito a non piantare alberi di platano – come riporta il cartello pubblicato sul profilo ufficiale della campagna – perché piante portatrici di allergie. Parallelamente, sui social si ripetono le eccezioni per le spese di tipografia e sull’inutilità della cartellonista che non può sostituire una pianta : “Costa più il cartello che l’albero” o “La promessa dell’albero, non è un albero”, tra i commenti degli utenti. Ma, come si dice, se sono rose …

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