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La seconda vita dei rifiuti: dall’umido nascerà energia pulita. Volontari in campo e biodigestori nel 2027

Roma punta a migliorare la raccolta dell’organico con una campagna informativa nei quartieri da febbraio 2027. Entro il primo semestre dello stesso anno è prevista l’attivazione dei biodigestori di Cesano e Casal Selce, capaci di trasformare 200mila tonnellate di rifiuti annui in biometano e compost.

La seconda vita dei rifiuti: dall’umido nascerà energia pulita. Volontari in campo e biodigestori nel 2027

Da febbraio incontri nei mercati per migliorare la differenziata. A Cesano e Casal Selce impianti per 200mila tonnellate l’anno

La nuova frontiera dei rifiuti romani comincia in cucina. Una buccia nel contenitore giusto, un sacchetto senza materiali estranei: gesti che possono alleggerire il conto ambientale ed economico della Capitale. Roma Capitale e Ama scommettono sui cittadini per preparare l’arrivo dei nuovi impianti.

Da febbraio la lezione sull’umido arriva nei mercati

Dopo manifesti, radio, social e pubblicità sui mezzi pubblici, la campagna «A fare bene l’organico, a Roma si vince tutti» incontrerà le persone. Da febbraio 2027 volontari, associazioni e comitati di quartiere, opportunamente formati, saranno nei mercati e nelle piazze per spiegare come separare correttamente l’organico.

Il progetto è stato presentato in Campidoglio dall’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e dal direttore generale di Ama Simone Proietti. Il principio è semplice: non basta raccogliere più umido, bisogna raccoglierlo meglio. Plastica e materiali impropri ne compromettono la qualità e rendono più difficile il trattamento.

Cesano e Casal Selce, la svolta attesa nel 2027

Il passaggio decisivo è previsto nel primo semestre del prossimo anno, quando dovrebbero entrare in funzione i biodigestori di Cesano e Casal Selce. Insieme potranno lavorare 200mila tonnellate annue di rifiuti organici, ricavandone biometano per i trasporti, compost per l’agricoltura e anidride carbonica recuperabile per usi industriali.

Le stime del Campidoglio indicano 20 milioni di metri cubi di biometano e 36mila tonnellate di compost all’anno. Ma il beneficio più immediato riguarda i camion: circa 3mila trasferte in meno verso gli impianti del Nord Italia, equivalenti a quasi quattro milioni di chilometri risparmiati. Il taglio dei costi potrebbe superare i 4,8 milioni di euro annui, una volta raggiunta la piena operatività.

La partita si gioca prima della raccolta

Nel 2025 Roma ha avviato a riciclo circa 176mila tonnellate di frazione organica. Ma i numeri raccontano soltanto parte della sfida: trasformare gli scarti in risorsa richiede impianti efficienti, conferimenti puliti e una raccolta affidabile.

La Capitale prova così a ridurre la dipendenza da strutture lontane centinaia di chilometri. Ma perché l’economia circolare non resti uno slogan serviranno risultati concreti. E soprattutto che gli avanzi dei romani smettano di fare più strada dei loro proprietari.

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