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“Raccomandati, ma non lo sapevamo”. Caos Concorsone, rabbia e polemiche

IL CASO. Ventidue bandi in standby, 300mila candidati presi in giro, centinaia di posti di lavoro in bilico. La bufera delle buste trasparenti si è abbattuta sul Campidoglio. A Piazza Santi Apostoli è sfilata la rabbia di quanti hanno passato quattro anni a studiare per accedere a una delle centinaia di posizioni messe a concorso dal Comune. Una delegazione di ventidue manifestanti, uno per ogni procedura selettiva, si è poi recata in Campidoglio per essere ricevuta dal Sindaco Ignazio Marino. Pronti migliaia di ricorsi. In serata la decisione del vicesindaco Luigi Nieri: “Le prove vanno avanti, ma portiamo il dossier in Procura”

“Le prove orali andranno avanti, non si sospende nulla”. La decisone arriva dopo una giornata di manifestazioni e di rabbia da parte dei tanti che da quattro anni stanno partecipando alle selezioni per entrare a far parte del personale del Comune. “Gli uffici stanno lavorando per capire come superare il problema dell’anonimato che siamo certi che non sia stato rispettato – ha ribadito il vicesindaco, Luigi Nieri – siamo costretti a investire l’autorità giudiziaria perché riteniamo di essere di fronte a una situazione che ha recato un danno enorme”.

buste concorsone

Lo hanno chiamato “Concorsone” perché la selezione indetta dal Campidoglio nel 2010 aveva coinvolto davvero mezza città. Ventidue classi di concorso, 300mila candidati che via via erano stati scremati in attesa degli orali che si sarebbero dovuti tenere proprio in queste settimane, migliaia di idonei che rischiano di vedere il sogno di un posto di lavoro svanire insieme a quelle graduatorie annullate con un colpo di spugna.

protesta delle buste

E’ la rabbia che ha spinto centinaia di persone in piazza Santi Apostoli per quella che hanno definito la “protesta delle buste” contro l’annullamento del maxiconcorso del Campidoglio. Preselezioni, esami scritti e orali, libri a chili e notti in bianco. Tutto potrebbe essere annullato perché le buste in cui erano contenuti i nomi dei candidati erano trasparenti: un orrore procedurale che poteva consentire ai commissari di risalire all’identità dei test redatti dai candidati che invece sarebbero dovuti rimanere anonimi. Le prime irregolarità sarebbero emerse dalla selezione dei vigili urbani, bloccata nel maggio scorso dall’allora sindaco Gianni Alemanno e con i membri della commissione indagati per falso. I controlli si sarebbero poi estesi a campione alle altre prove, ora sospese dal Campidoglio.
Nell’occhio del ciclone la società che gestiva le selezioni Praxi. “Abbiamo voluto effettuare dei controlli a campione sulle procedure usate nei concorsi comunali – ha spiegato il sindaco Ignazio Marino – abbiamo fondati motivi di credere che la metodologia usata non era in grado di garantire il principio dell’anonimato dei concorrenti nelle diverse prove scritte”. “Quello che emerge – ha chiarito il vicesindaco Luigi Nieri – è che le buste sigillate permettevano di leggere in controluce il nome del concorrente. È un fatto di una gravità inaudita. L’annullamento è una possibilità da prendere in considerazione”.

ignazio marino elmetto

I NUMERI. Una trentina le persone già assunte, 22 i bandi coinvolti dall’errore procedurale, un terzo delle graduatorie già stilate con i candidati pronti a prendere servizio. In caso di annullamento tutte le prove scritte sarebbero da ripetere, con la solita querele di corsi e ricorsi mentre montano i malumori anche all’interno della maggioranza che sostiene Marino.

LE POLEMICHE. “Ritengo che il metodo adottato dall’amministrazione capitolina nel comunicare l’eventuale annullamento delle prove sia assolutamente discutibile – dichiara il consigliere capitolino PD, Orlando Corsetti – Considerando l’importanza della questione che rischia di inficiare una procedura selettiva che ha coinvolto migliaia di persone esponendo, peraltro, l’amministrazione a una valanga di ricorsi, ritengo che sarebbe stato quanto meno necessario acquisire preventivamente le prove e solo, successivamente, prendere ufficialmente posizione rispetto alle presunte anomalie. La posizione di coloro che hanno preso parte a una procedura selettiva durata quasi quattro anni, aspetto anche questo assai discutibile, vada comunque tutelata finché non si avrà l’assoluta certezza di quello che è accaduto”.