Corsi triennali gratuiti per giovani tra i 18 e i 29 anni nei settori dello spettacolo e della cultura. Stanziati 4,8 milioni di euro.
Non soltanto attori, registi e autori, ma anche tecnici di scena e macchinisti teatrali. La Regione Lazio prova a trasformare il talento in professione con la nascita dell’Accademia delle Arti e dei Mestieri “Corrado Pani”, un nuovo polo di formazione dedicato ai giovani che vogliono lavorare nel mondo dello spettacolo e delle industrie creative.
Il progetto, finanziato con 4,8 milioni di euro attraverso il Programma regionale FSE+ 2021-2027, prevede corsi triennali completamente gratuiti rivolti a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anni. La gestione sarà affidata a LAZIOcrea, che curerà l’organizzazione dei percorsi e i rapporti con le imprese culturali del territorio.
Cinque percorsi tra palco e retroscena
L’offerta comprenderà cinque indirizzi: recitazione, regia, scrittura teatrale, tecnico di scena e macchinista. Una scelta che allarga lo sguardo anche a quelle professionalità che raramente finiscono sotto i riflettori, ma senza le quali nessun sipario potrebbe alzarsi.
L’obiettivo è ridurre la distanza tra formazione e mercato del lavoro, preparando figure in grado di rispondere alle esigenze concrete di teatri, compagnie, produzioni audiovisive e grandi eventi.
La gratuità rappresenta uno degli aspetti più significativi. In un settore nel quale i costi delle scuole private possono diventare un ostacolo, l’Accademia punta ad aprire le porte anche a chi possiede capacità e motivazione, ma non le risorse economiche necessarie.
L’omaggio a Corrado Pani
La scuola porterà il nome di Corrado Pani, attore romano capace di attraversare teatro, cinema, televisione e doppiaggio. Una figura scelta come simbolo di versatilità, disciplina e professionalità.
Per il presidente della Regione Francesco Rocca, l’iniziativa conferma la volontà di investire sul patrimonio culturale del Lazio e sui giovani. L’assessora Simona Baldassarre ha invece sottolineato il valore occupazionale del progetto: la cultura non soltanto come vocazione, dunque, ma come lavoro vero. E possibilmente retribuito.

