Dopo l’alluvione del 30 e del 31 gennaio scorso è stata riaperta al traffico dopo cinque mesi di interventi, la carreggiata della Tangenziale interdetta alla circolazione tra Corso Francia e la Galleria Giovanni XXIII. Le precipitazioni avevano causato uno smottamento del terreno che metteva a rischio non solo gli automobilisti in transito, ma anche la vita di tante famiglie che abitano all’interno dei palazzi costruiti sul lato della collina, i quali sarebbero potuti crollare da un momento all’altro. Sono stati messi in sicurezza 30 famiglie e 90 locali grazie al lavoro di 20 persone per turni prolungati di 11 ore, per un totale di ben 17.600 ore lavorate.
Per due mesi sono stati quindi effettuati interventi di disboscamento, bonifica, rimozione dei rifiuti e delle opere abusive, rimozione delle barriere antirumore (dove presenti) o degli altri ostacoli per i cantieri, riempimento delle cavità sotterranee e interventi di stabilizzazione, progettazione e pianificazione, in collaborazione con il Ceri, Centro di ricerca previsione prevenzione e controllo dei rischi geologici de La Sapienza e l’Acer, l’Associazione Costruttori Edili Di Roma E Provincia. Sono stati fatti monitoraggi elettronici della stabilità degli edifici vicini ai dissesti, carotaggi e sondaggi geognostici e testimoniali di stato negli appartamenti (con sopralluoghi in 90 locali limitrofi all’area), si è pensato alla risoluzione dei conflitti ed a chiudere accordi con i privati proprietari, per poi presentare il cronoprogramma.
Nella seconda fase, invece, quella di messa in sicurezza e ricostruzione del sedimento scivolato, si è operato direttamente sul cantiere, con una lunghezza totale di 48 metri e un’altezza di 8. Sono stati impiantati 500 pali di 20 cm di diametro: 390 da 12 metri nella parte superiore e 110 pali di 15 metri nella parte inferiore, per un totale di 6.330 metri di pali (6,3 km) impiantati a terra per sostenere il versante. A ciò si aggiungono 300 chiodi di 5 metri, 30 “microdrenin” di 6 metri e 1 tubo drenante. Sono stati impiegate due trivelle e 1100 metri cubi di calcestruzzo, 200 per l’intervento e 900 per il riempimento delle cavità trovate nel corso dei lavori. L’intervento proseguirà per le rifiniture e l’installazione delle barriere antirumore senza rilevanti impatti alla viabilità.
