Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Roma nella Top 50 delle migliori città universitarie al mondo: studiare nella Capitale è un’esperienza che va oltre le aule

Roma nella Top 50 delle migliori città universitarie al mondo: studiare nella Capitale è un’esperienza che va oltre le aule

La città eterna si piazza al 47esimo posto della QS Best Student Cities 2027, ma tra atenei di prestigio, storia e opportunità resta il conto di affitti, spostamenti e vita quotidiana che sono proprio gli studenti a pagare

Roma nella Top 50 delle migliori città universitarie al mondo: studiare nella Capitale è un’esperienza che va oltre le aule

Roma piace, eccome se piace. A dirlo non sono solamente le migliaia di studenti che la scelgono ogni giorno per inseguire i propri sogni o per costruire il proprio futuro, ma una delle classifiche universitarie più autorevoli al mondo. La Capitale ha infatti conquistato il 47° posto della QS Best Student Cities 2027, che decreta annualmente le 150 migliori città a livello globale per gli studi accademici. A far meglio fra le italiane soltanto Milano, che si aggiudica la 39ª posizione, mentre Torino si piazza alla 63ª.

Si tratta di un riconoscimento che premia la qualità degli atenei e la loro reputazione, la vivacità culturale e l’attrattività internazionale della metropoli nel suo complesso. Tuttavia, affianco alle innumerevoli meraviglie che può regalare a chi la vive, c’è anche una realtà fatta di corsa agli affitti, trasporti non sempre facili e rincari legati al costo della vita con cui i giovani devono fare quotidianamente i conti.  

Dalle aule romane alle stanze in affitto: la vera immatricolazione è la vita da fuori sede

Studiare a Roma significa senza ombra di dubbio frequentare università prestigiose come la Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, la LUISS o la Cattolica, e vivere in un museo a cielo aperto, con a disposizione un’offerta culturale difficilmente eguagliabile. Poi, però, arrivano i gruppi Facebook, gli annunci su Telegram, i “Cerco stanza singola“, i “Massimo 500 euro“, i “Vicino alla metro” e via discorrendo, perché voler avviare un percorso accademico nell’Urbe implica inevitabilmente il dover trovare una sistemazione stabile, missione che, perlomeno negli ultimi anni, sembra divenuta piuttosto complicata da portare a termine.

Durante il Giubileo, ad esempio, molti proprietari preferirono puntare sugli affitti brevi e sull’arrivo dei pellegrini. Oggi, tutto sommato, la situazione pare essersi in parte normalizzata o avviarsi in quella direzione, sebbene trovare un alloggio ad un costo accessibile richieda ancora più fortuna che pazienza. Del resto, tra chi inizia la ricerca mesi prima dell’immatricolazione e chi finisce per allargare il raggio fino ai comuni dell’hinterland, è il prezzo da pagare per vivere in una città, e per esteso in una regione, che continua ad attirare persone da tutta Italia e dall’estero.

Roma nella Top 50 delle migliori città universitarie al mondo: studiare nella Capitale è un’esperienza che va oltre le aule
A Roma si studia anche in viaggio: ogni tragitto diventa un’occasione per ripassare, organizzare la giornata o semplicemente inseguire la prossima coincidenza

Una città che insegna a vivere tra sacrifici e opportunità

Il risultato è chiaramente un paradosso che la stessa classifica QS registra, seppur indirettamente. La Capitale, benché eccella sotto altri punti di vista, perde terreno quando entra in gioco l’accessibilità economica. In parole povere, arrivarci è facile, riuscire a viverci comporta alcuni sacrifici in più. Eppure il suo fascino continua a vincere, visto il gran numero di coloro che accettano di vivere più lontano dall’università pur di risparmiare qualche centinaio di euro, chi divide appartamenti con perfetti sconosciuti, chi affronta ogni mattina lunghi viaggi in autobus, metropolitana o treno.

Per molti studenti, dunque, il tragitto verso l’aula inizia ben prima della lezione. Parte dalla ricerca della casa “giusta”, passa per l’abbonamento ai mezzi pubblici e continua tra coincidenze, corse contro il tempo e qualche appunto ripassato durante il tragitto. Insomma, gli spostamenti finiscono per diventare parte integrante dell’esperienza e forse questo, ossia imparare a vivere in una grande metropoli con i suoi ritmi e le sue complessità, è uno di quegli insegnamenti che nessun piano di studi può mettere nero su bianco. E chissà, magari è legato a questo il suo piazzamento nella QS, perché pur non essendo perfetta, sa essere autentica, con le sue contraddizioni, i suoi ritmi frenetici e quel pizzico di caos che, alla fine, finisce per diventare parte di chi la abita. Perciò, accettata e superata questa fase, un 30 e lode diventa quasi una passeggiata da ragazzi.