L’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e l’ex presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, sono indagati insieme con altre 18 persone dalla Procura della Capitale, nell’ambito di una inchiesta in cui vengono ipotizzati a vario titolo i reati di estorsione, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione, favoreggiamento e finanziamento illecito ai partiti. Quest’ultima sola fattispecie è quella specificamente contestata proprio ad Alemanno e Guarguaglini.

Finanziamento illecito è il reato ipotizzato nei confronti di Alemanno ed anche per l’ex presidente di Finmeccanica Guarguaglini. I due sono finiti nell’inchiesta, tra l’altro, in relazione ad una cena in casa di Lorenzo Cola, ex consulente esterno di Finmeccanica, nel corso della quale, riferirono tempo fa alcuni quotidiani, si sarebbe parlato dei lavori di prolungamento della Metro B e della realizzazione della linea C. Tale circostanza è sempre stata smentita dall’ex primo cittadino e da Guarguaglini che hanno ammesso di essersi incontrati ma solo per discutere di come ripulire i muri della capitale dai graffiti. In un altro interrogatorio, l’imprenditore Edoardo D’Incà Levis sostenne che i soldi della presunta tangente per l’appalto Breda Menarini “erano destinati alla politica romana” e più precisamente “alla segreteria di Alemanno”. Anche tale circostanza è stata smentita dai diretti interessati.
Nel fascicolo della Procura di Roma in cui sono iscritti i nomi di Alemanno e Guarguaglini, sono chiamati in causa tra gli altri il commercialista Marco Iannilli, già coinvolto nelle inchiesta sugli appalti di Finmeccanica o quella riguardante l’acquisto di filobus per il cosiddetto ‘Corridoio Laurentina’; come l’ex amministratore delegato dell’Ente Eur, Riccardo Mancini; gli imprenditori Roberto Angelo Ceraudo; Edoardo D’Incà Levis; Francesco Subbioni e Fabrizio Franco Testa.
Le iscrizioni emergono nell’atto con cui il giudice per le indagini preliminari Stefano Aprile autorizza il pubblico ministero Paolo Ielo alla prosecuzione delle indagini sulla vicenda delle tangenti che sarebbero state pagate da Breda Menarini, società del gruppo Finmeccanica, per l’acquisto dei filobus ed in particolare sui nuovi spunti investigativi emersi nell’ambito di queste verifiche.
L’indagine è uno stralcio dell’inchiesta su Finmeccanica, Enav e Selex e ha preso spunto dalle rivelazioni del commercialista Marco Iannilli, già coinvolto nel troncone principale della vicenda giudiziaria. Una vicenda complessa legata a presunte mazzette per le commesse Finmeccanica che avrebbero favorito carriere diverse. Tra cui anche quella per la quale è stato chiesto il rinvio a giudizio del manager Riccardo Mancini ex Ad Ente Eur, la cui la poltrona che sarebbe stata ottenuta dopo aver fatto da garante su una tangente da 500 mila euro sulla fornitura dei mezzi da parte di Bredamenarini. Mancini è stato accusato insieme a Patrizio Monaco, dirigente Ati, aggiudicataria dei lavori del “Corridoio Laurentino” anche di tentata estorsione per avere minacciato Alessandro Filabozzi, manager di un consorzio di trasporti, al fine di indurlo a rinunciare alla presentazione di un ricorso al Tar contro l’aggiudicazione dell’appalto da parte dell’Ati.
