La terra di mezzo tra Roma e la Campania non è più una periferia criminale, ma un vero e proprio epicentro. Martedì 21 luglio la Commissione parlamentare Antimafia farà tappa a Latina per una missione blindata che arriva dopo oltre quattordici mesi di solleciti politici. L’obiettivo è quello di puntare i fari su un territorio da anni al centro delle relazioni della DIA e delle procure, segnato dagli affari della cosiddetta Quinta Mafia, dalle rotte transoceaniche del narcotraffico gestite dai cartelli sudamericani e dalle pesanti infiltrazioni nelle amministrazioni locali.
Il programma della giornata: chi sarà ascoltato in Prefettura
In Prefettura a Latina, andrà in scena un fitto calendario di audizioni. I parlamentari ascolteranno il Prefetto, il Questore, i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, oltre al responsabile del Centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia. Massima attenzione sarà riservata anche ai membri della commissione straordinaria che attualmente amministra il Comune di Aprilia, sciolto di recente proprio per infiltrazioni mafiose. Un focus necessario che coincide peraltro con decisioni forti sul territorio, come il recente stop della Questura ai funerali pubblici per il capoclan Carmine Ciarelli, che sui social veniva ricordato dai sodali come un vero e proprio re.

L’iter che ha portato i parlamentari a Latina parte da lontano, precisamente dal maggio del 2025. In quel periodo Matteo Marcaccio, allora segretario provinciale del Pd di Latina e oggi responsabile Legalità del partito, inviò una lettera formale alla presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo (nella foto di copertina), eletta alla Camera proprio nel collegio uninominale di Latina.
L’asse Pd-Antimafia: com’è nata la missione
Nella missiva Marcaccio esprimeva il desiderio di sottoporre alla presidente la situazione che stava emergendo con forza riguardo la presenza della criminalità organizzata nel Sud Pontino, con particolare riferimento al caso di Antonio Bardellino, storico fondatore del clan dei casalesi, e ai gravi episodi di violenza avvenuti a Fondi, come le due gambizzazioni che avevano scosso la comunità locale.
Una spinta politica che ha trovato sponda nel lavoro del senatore Walter Verini, capogruppo dem in Commissione Antimafia, che pur rivendicando l’importanza del risultato non ha risparmiato una nota critica sulla durata della missione. Verini ha infatti dichiarato che il Pd considera importante questo viaggio perché riguarda una provincia a forte intensità mafiosa, caratterizzata da spaccio, estorsioni, racket e penetrazione nell’economia legale, oltre a evidenti collusioni con la politica. Il senatore ha poi aggiunto che i democratici avrebbero preferito una missione più lunga, aperta anche al mondo economico e sociale, ma che questo faro resta comunque un segnale fondamentale di impegno per la legalità.

