A Roma, studiare costa sempre di più. E la protesta corre dalle scuole superiori alle università. Nei licei si barricano gli ingressi per ottenere risorse. Negli atenei, invece, il problema ha un prezzo preciso: centinaia di euro al mese per una stanza, con punte di mille euro nelle zone più richieste. Due facce della stessa città, dove il percorso formativo si scontra con il costo della vita e con la richiesta di maggiori risorse per l’istruzione.
Il Mamiani occupato: la protesta contro il caro-vita

L’ultima fotografia arriva dal liceo Mamiani, storico istituto di viale delle Milizie. Le rivendicazioni dei collettivi ruotano intorno a un messaggio: più fondi per la scuola pubblica e meno risorse agli armamenti. Gli studenti denunciano il definanziamento degli istituti, le carenze strutturali e le condizioni degli spazi scolastici. Il clima, però, è tutt’altro che privo di tensioni. Al Giordano Bruno, al Tufello, l’intervento della polizia per impedire l’occupazione ha portato sette studenti in commissariato. Al Tasso si denunciano feste, musica e alcolici a basso costo: quanto basta per trasformare la mobilitazione in un ulteriore terreno di polemica. La questione riguarda anche la continuità delle lezioni, la sicurezza e gli eventuali danni agli edifici. Il “chi rompe paga” ribadito anche nell’ultimo decreto del governo è ribadito da Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale Presidi di Roma: “Si prendano nomi e cognomi in modo che chi procuri danni li possa risarcire”.
Caro vita e affitti universitari, una stanza arriva a mille euro
Se nei licei la protesta passa attraverso le occupazioni, per gli universitari il conto arriva ogni mese. Secondo i dati diffusi da SoloAffitti a Roma le richieste di alloggi per studenti sono aumentate del 15% rispetto all’anno precedente, mentre i canoni sono cresciuti del 10% complice anche la diminuzione di alloggi disponibili a lungo termine, molto spesso convertiti in affitti brevi dai proprietari. La bolla rischia di esplodere in costi insostenibili: nelle zone vicine agli atenei, una stanza singola ordinaria anche 700 euro al mese. Intorno alla Luiss, le richieste raggiungono anche gli 800 euro. Nell’area della Sapienza si va da 500 a 700 euro, mentre tra Garbatella e Marconi, nei pressi di Roma Tre, i prezzi oscillano sui 650 euro. Un po’ più accessibili le zone più periferiche, come Romanina e Anagnina, dove comunque non si scende sotto i 500. Per gli immobili di pregio o appena ristrutturati, il prezzo tocca anche quota mille euro per una singola.
Studentati insufficienti, il mercato privato assorbe la domanda

Il nodo non riguarda soltanto il livello dei canoni, ma anche la scarsità di alternative pubbliche. In una città che come Roma continua ad attrarre studenti italiani e stranieri grazie alla presenza di grandi università, istituzioni e centri di ricerca la domanda di alloggi cresce più rapidamente della disponibilità di soluzioni accessibili. Il risultato è una competizione che penalizza soprattutto chi non può contare su una casa di famiglia o su un sostegno economico consistente. Basti pensare che per l’anno accademico 2025-2026, i dati riportati sul diritto allo studio nel Lazio indicano 6.329 studenti idonei all’assegnazione di un alloggio e 2.636 posti assegnati. Una differenza che lascia migliaia di universitari senza una sistemazione pubblica e li spinge verso il mercato privato. In sintesi, tra stanze costosissime e scuole che chiedono più risorse, Roma si trova davanti a una doppia emergenza. E il diritto allo studio è sempre più difficile da sostenere.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno







