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“Ultimo 2026 – La Favola per Sempre”, il concerto dei record diventa un laboratorio di ricerca per Tor Vergata

Dal monitoraggio del suono alle reti telefoniche, il live del giovane artista romano sarà anche un’occasione di studio e formazione

“Ultimo 2026 – La Favola per Sempre”, il concerto dei record diventa un laboratorio di ricerca per Tor Vergata
Ultimo

A pochi giorni dall’evento da 250mila spettatori, il secondo ateneo romano scende in campo con un progetto che coinvolge studenti, ricercatori e aziende partner del settore

È previsto per il 4 luglio a Tor Vergata il concerto-evento di Ultimo destinato a stabilire un record nel panorama discografico nostrano. “Ultimo 2026 – La Favola per Sempre“, questo il nome, ha infatti registrato i 250mila biglietti venduti in appena tre ore, consacrandosi come uno dei live più grandi mai organizzati in Italia. Al di là dell’aspetto ‘meramente’ performativo, però, pare siano molte le particolarità che riguarderanno il prossimo appuntamento musicale della Capitale. Il secondo ateneo romano ha annunciato il proprio coinvolgimento diretto nelle attività di preparazione e analisi dello spettacolo. Un progetto che unisce ricerca scientifica, innovazione tecnologica e formazione sul campo, offrendo agli studenti l’opportunità di vivere da vicino uno degli appuntamenti musicali più attesi dell’anno.

Dal suono degli altoparlanti ai dispositivi degli spettatori: il coinvolgimento di ricercatori e studenti

Come si può immaginare, dietro ad un evento di tale portata, capace di richiamare centinaia di migliaia di persone, si nascondono aspetti tecnici e organizzativi che rappresentano un’interessante occasione di studio. Proprio per questo l’iniziativa di Tor Vergata, coordinata dai professori Marco Re e Mauro De Sanctis del Dipartimento di Ingegneria Elettronica, vedrà la collaborazione di Vivo Concerti, società organizzatrice del live, e di Agorà, azienda specializzata nelle tecnologie audio, video e luci per i grandi spettacoli.

Nello specifico, le attività di ricerca si concentreranno su due fronti principali. Il primo riguarderà  l’acustica, dal momento che i ricercatori analizzeranno come il suono si propaga nelle aree circostanti il palco e quale impatto possano avere le emissioni sonore di un evento di queste dimensioni. Il secondo, invece, sarà legato alle telecomunicazioni. Del resto, 250mila persone attese nell’area costituiscono un’opportunità per gli studiosi per osservare il comportamento delle reti mobili quando migliaia di smartphone sono connessi contemporaneamente nello stesso luogo e per raccogliere dati che potrebbero fornire indicazioni utili per la gestione dei grandi eventi del futuro.

Tuttavia, i professionisti non saranno i soli a scendere in campo. Al loro fianco ci saranno gli studenti, alcuni dei quali verranno selezionati per svolgere percorsi di internship extracurricolari e affiancare direttamente Vivo Concerti nelle diverse fasi organizzative dello show. Dalla logistica alla gestione operativa, passando per il coordinamento delle attività tecniche, potranno osservare da vicino tutto quello che accade dietro le quinte di una manifestazione di queste proporzioni, trasformando finalmente le conoscenze acquisite in aula in competenze da poter sfruttare concretamente nel settore dell’intrattenimento dal vivo. Insomma, un’occasione per creare un punte fra realtà accademica e mondo del lavoro, mettendo in contatto studenti, ricercatori ed esperti attraverso un progetto innovativo e multidisciplinare, e, al di là dei gusti musicali e delle critiche che spesso accompagnano l’artista romano, un’autentica esperiva formativa e di crescita per i giovani che sceglieranno di prendervi parte