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Un nuovo museo nel cuore della Capitale: 120 opere per celebrare Mario Sironi

La Casa Madre dei Mutilati, progettata da Piacentini, ospiterà una collezione permanente, archivi, affreschi e spazi dedicati alla ricerca

Un nuovo museo nel cuore della Capitale: 120 opere per celebrare Mario Sironi
Mario Sironi, “Paesaggio urbano con camion e tram” (1919-1922)

Roma si prepara ad accogliere un nuovo museo dedicato a Mario Sironi (1885-1961), tra i protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Il Ministero della Cultura ha destinato oltre 2,6 milioni di euro al progetto, che prevede la nascita di una collezione pubblica permanente e di un centro studi dedicato all’artista.

Il finanziamento comprende l’acquisizione di 30 opere provenienti dall’Archivio Mario Sironi, tra dipinti, disegni, studi, lavori su carta e bozzetti. A queste si aggiungeranno 90 opere concesse in comodato gratuito dallo stesso Archivio. Il nuovo istituto prenderà il nome di Museo Mario Sironi – Centro Studi Sironiani e sarà amministrato dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma.

La sede scelta è la Casa Madre dei Mutilati di Piacentini

Il museo troverà spazio nella Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra, in piazza Adriana, tra Castel Sant’Angelo e il Palazzo di Giustizia. L’edificio, progettato da Marcello Piacentini tra il 1928 e il 1936, custodisce già un legame diretto con l’artista: Sironi realizzò infatti due affreschi nel Sacrario, censurati nel Dopoguerra e riscoperti soltanto nel 1988.

La scelta della sede permette di valorizzare un edificio storico e, allo stesso tempo, di restituire visibilità a una parte significativa della produzione dell’artista. Il museo entrerà nella rete dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo, diretta da Luca Mercuri, e contribuirà ad ampliare l’offerta culturale della Capitale.

Restauro e allestimento: due piani dedicati all’artista

Il progetto interesserà una porzione dell’edificio articolata su due piani, nella parte realizzata da Piacentini tra il 1935 e il 1936. La Soprintendenza di Roma segue i lavori di ristrutturazione, restauro e trasformazione degli ambienti in spazi museali.

A dirigere l’intervento è Margherita Guccione, affiancata dagli architetti Luca Ribichini e Monica Testi. Il progetto punta a recuperare gli elementi architettonici originali, dai pavimenti agli intonaci, fino alle lampade disegnate dallo stesso Piacentini.

Gli spazi, un tempo utilizzati come farmacia per i mutilati, conserveranno il più possibile la loro configurazione storica. L’unica aggiunta strutturale significativa sarà una controparete reversibile, destinata a ospitare le opere e gli impianti tecnici.

Il percorso espositivo tra dipinti, bozzetti e affreschi

Il percorso museale racconterà l’intera carriera di Sironi attraverso una successione cronologica di opere provenienti dall’Archivio. Le prime tre sale saranno dedicate all’evoluzione artistica del maestro, mentre una grande sala absidata ospiterà i cartoni preparatori delle opere parietali realizzate negli anni Trenta e i relativi bozzetti.

Una quinta galleria accoglierà invece le mostre temporanee, con approfondimenti sull’illustrazione, la satira, la scenografia e il rapporto tra Sironi e l’architettura.

Al piano superiore, il pubblico potrà visitare il Sacrario con i due affreschi dell’artista, finalmente inseriti in un percorso di valorizzazione museale. Accanto alla Cappella nascerà il Centro Studi Sironiani, che comprenderà l’Archivio, attualmente in fase di digitalizzazione, e una biblioteca specializzata.

Un museo diffuso per riscoprire le opere di Sironi

Il nuovo istituto non si limiterà agli spazi di piazza Adriana. Il progetto punta infatti a costruire un percorso museale diffuso che colleghi i luoghi italiani dove si conservano le opere dell’artista.

Tra le tappe figurano l’Università La Sapienza di Roma, con il grande affresco recentemente restaurato, Palazzo Piacentini e il Palazzo dei Giornali di Milano. Apparati multimediali e una nuova applicazione accompagneranno i visitatori nella scoperta delle opere e dei luoghi legati alla vita e alla produzione di Sironi.

Giuli: «La nascita del Museo Sironi è il punto qualificante del mio mandato»

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli considera il progetto uno dei risultati più importanti del proprio mandato. Durante la presentazione nella Sala Spadolini, ha rivendicato il valore culturale dell’iniziativa e la necessità di riportare al centro del dibattito pubblico una figura fondamentale dell’arte italiana.

«La nascita del Museo Mario Sironi è il punto qualificante del mio mandato, il progetto di cui vado più orgoglioso», ha dichiarato il ministro.

Giuli ha inoltre evidenziato l’importanza di rendere il patrimonio artistico accessibile alla collettività, superando le letture legate alle controversie storiche del Novecento. L’obiettivo, ha spiegato, è creare un centro di propulsione culturale rivolto anche alle nuove generazioni, capace di coniugare ricerca, memoria e divulgazione.

Resta ancora da definire il calendario preciso per la conclusione dei lavori e l’apertura al pubblico. Il cantiere è in corso e le indicazioni del Ministero guardano genericamente alla prossima primavera, senza una data ufficiale di inaugurazione.

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