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Una multa è come un’odissea. Quanto si paga? Il Comune non lo sa

Tre giorni passati tra la Posta, i Vigili e Roma Capitale. Arriva un avviso a casa ma è solo l’avviso dell’avviso e sullo sconto per chi versa entro 5 giorni i dipendenti comunali si arrendono: “L’abbiamo chiesto al sindaco”

di Claudio Roma

E’ la classica storia d’estate. Solo perché per girare tra gli uffici e combattere contro la disordinata burocrazia, oltre allo stress e alla chiara sindrome da cittadino vessato, si sudano sette camicie. Affaritaliani.it pubblica la lettera integrale che l’ex consigliere regionale del Lazio, Andrea Bernaudo, ora presidente nazionale del Soccorso Azzurro partite Iva, ha postato di buon’ora sulla sua bacheca di  Fb e che riassume come nel 2014, si possa ancora impazzire dietro la lucida follia che organizza la macchina del Comune di Roma.
Tutto parte da un avviso lasciato nella buca della posta e si conclude tre giorni dopo, dopo che il politico, indossati i panni del cittadino, è letteralmnte impazzito dietro quelle inefficienze borboniche che rendono odioso il quotidiano.
Scrive Bernaudo: “Oltre 800 miliardi l’anno di spesa pubblica, ma accadono queste cose:  il 30 luglio mi viene lasciato un avviso nella cassetta della posta della mia residenza. Il giorno dopo mi reco con l’avviso al solito ufficio postale centrale per il ritiro, ma a sorpresa mi dicono che devo aspettare un secondo avviso per il ritiro (!!!). 12 agosto ore 16.05 trovo un altro avviso sul quale stavolta c’è scritto che posso procedere al ritiro presso il consueto ufficio postale entro le 19.30, mi reco quindi immediatamente, ma di nuovo rimango fregato, siamo durante il periodo “festivo” e una delle poste centrali della capitale funziona solo la mattina fino alle 13.
13 agosto torno di buon mattino all’ufficio postale e dopo 1 ora e mezza di fila trovano la mia raccomandata, ma a sorpresa è un ulteriore ermetico avviso dove dall’Ufficio Notifiche di Roma Capitale mi comunicano che il 30 luglio è stata mancata una notifica e che la lettera giace presso una delle “case comunali” di Roma. Non posso crederci un avviso dell’avviso dell’avviso!!! A questo punto non mi arrendo e vado alla fottuta casa comunale di Roma presso il gruppo dei vigili urbani di Roma “Capitale” e intanto comincio a capire che si tratta di una maledetta multa.  Arrivo, è il 12 agosto c’è poca gente, vado al ritiro. Qui ad accogliermi un bravissimo signore, gentile. Conviene con me che è assurdo il procedimento di notifica.  Apro è una multa”. Potrebbe anche finire qui, ma le nuove regole non fanno impazzire solo i cittadini qualunque. La storia da surreale diventa kafkiana. Ancora Bernaudo: “Mi si prospetta peró un rebus al suo interno: – paghi in forma ridotta entro 5 giorni dalla notifica + le spese di notifica (ovviamente!) – pago in misura ridotta di 80 euro entro 60 (+ le ingenti spese di notifica). Torno indietro, di nuovo vado da quell’anima pia e gli chiedo gentilmente se i 5 giorni decorrono da oggi, dal 30 luglio o dal 4 agosto (!!!)(secondo avviso). Risposta cordiale del povero dipendente testuale: “Guardi non lo so, abbiamo pure spedito una lettera al Sindaco (chi Marino? capirai, penso io) per sapere come funzionano queste riduzioni e da quando decorrono, lei faccia una cosa paghi in forma ridotta, poi semmai le rimandano il saldo”.Quindi mi rendo conto, ancora una volta, che quei fottuti 100 di multa (per esser passato in piena notte nel centro della mia citta) servono a Roma “capitale” per tener in piedi questo inferno e per far perdere al cittadino 3 mezze giornate di lavoro per ritirare una multa assurda”.