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Urne aperte in Provincia. Solo per 1685 elettori

Per eleggere i consiglieri del Consiglio della Città metropolitana a Palazzo Valentini sfilano sindaci e consiglieri dei 121 Comuni di quella che dal primo gennaio sarà a tutti gli effetti la ex provincia di Roma

Seggi aperti a Palazzo Valentini per l’elezione del Consiglio della Città metropolitana. Dalle 8 alle 20 attesi nella sede della Provincia, che ospiterà il nuovo ente, 1.685 tra sindaci e consiglieri dei 121 Comuni di quella che dal primo gennaio sarà a tutti gli effetti la ex provincia di Roma.

Il Consiglio avrà 24 membri, 6 le liste: Pd, FI, M5S, Uguaglianza e Libertà (area Sel), Territorio e Partecipazione (area FdI) e Ncd. Il sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino ha votato per il consiglio della Città metropolitana a Palazzo Valentini nel centro della capitale. “Sono il primo di Roma che vota oggi, a Roma si svegliano tardi…”, ha affermato sorridendo Marino, che sarà anche, per legge, sindaco metropolitano del nuovo ente.

Non è una votazione come le altre – ha aggiunto – è una votazione che cambia il volto delle istituzioni del nostro Paese e c’è la necessità di concentrarsi molto sul lavoro nelle prossime settimane, perché avere la responsabilità di primo cittadino di 121 Comuni che diventano la grande città metropolitana significa assumersi la responsabilità della scuola media superiore di Ardea, per esempio, o dei trasporti pubblici delle nostre città, degli spostamenti dei turisti da Civitavecchia a Roma, del completamento dei ciclo dei rifiuti in una società che deve essere sempre più attenta alla reimmissione nel ciclo industriale di plastica, vetro, carta, cartone”.

 “Gli amministratori locali votano per se stessi nelle città metropolitane e nelle province –  tweetta il leader de La Destra, Francesco Storace – La democrazia cade nel ridicolo. Popolo non conta”.