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Vino e olio, il Lazio fa il pieno di premi: 24 riconoscimenti dal Gambero Rosso

Il Lazio fa messe di premi con le sue eccellenze enogastronomiche: 11 Tre Bicchieri ai vini e 13 Tre Foglie agli oli extravergine. Il Gambero Rosso incorona la qualità regionale.

Vino e olio, il Lazio fa il pieno di premi: 24 riconoscimenti dal Gambero Rosso

Undici Tre Bicchieri e tredici Tre Foglie consacrano le eccellenze regionali. Dai Castelli Romani alla Tuscia, cresce la qualità delle produzioni.

Il Lazio conquista il Gambero Rosso: 11 Tre Bicchieri per i suoi vini

Il Lazio alza il calice e brinda a un risultato che racconta la trasformazione della sua agricoltura. Le prestigiose guide del Gambero Rosso assegnano alle produzioni regionali 11 Tre Bicchieri e 13 Tre Foglie, i massimi riconoscimenti riservati rispettivamente ai vini e agli oli extravergine d’oliva. Ventiquattro premi che certificano la crescente competitività di due settori fondamentali per l’economia del territorio.

La fotografia emerge dalla Guida Vini d’Italia 2027 e da I Migliori Oli d’Italia 2026/2027, pubblicazioni che rappresentano punti di riferimento per produttori, operatori e consumatori.

A distinguersi è soprattutto la capacità delle aziende di recuperare e valorizzare le identità locali. Dal Cesanese al Bellone, passando per la Malvasia Puntinata e il Frascati, la viticoltura laziale sta conquistando uno spazio sempre più riconoscibile nel panorama nazionale. Un patrimonio che comprende 3 Docg, 27 Doc e 6 Igt e attraversa territori differenti, dai Castelli Romani alla Tuscia, fino all’Agro Pontino.

Olio extravergine, tredici eccellenze tra Sabina e Tuscia

Non soltanto vino. Anche l’olio extravergine laziale conquista i vertici delle classifiche, portando a casa 13 Tre Foglie, il punteggio più alto attribuito dalla guida specializzata. Protagonisti sono gli uliveti della Tuscia, della Sabina e delle Colline Pontine, territori nei quali sopravvivono cultivar storiche come Caninese, Carboncella, Salviana e Itrana.

A sostenere questa ricchezza contribuiscono quattro denominazioni Dop e l’Igp Olio di Roma, strumenti fondamentali per tutelare origine, caratteristiche e riconoscibilità dei prodotti. Un mosaico di sapori che dimostra come la biodiversità possa trasformarsi in un autentico vantaggio competitivo.

Righini e Raffa: «Adesso è necessario trasformare la qualità in sviluppo»

Per Giancarlo Righini, assessore regionale all’Agricoltura, i premi confermano la bontà del percorso intrapreso dalle imprese, che hanno investito in professionalità, innovazione e miglioramento delle produzioni. Sulla stessa linea Massimiliano Raffa, presidente di Arsial, secondo il quale il Lazio ha ormai superato la fase delle promesse per diventare un protagonista credibile dell’enogastronomia italiana. Un percorso testimoniato anche dai risultati ottenuti nella guida Bibenda.

La partita, tuttavia, non finisce con la consegna dei riconoscimenti. Regione e Arsial puntano ad ampliare la presenza delle aziende sui mercati italiani ed esteri, sostenendo ricerca e promozione. Perché conquistare un premio significa ottenere prestigio. Trasformarlo in fatturato, occupazione e sviluppo dei territori è la sfida decisiva. E su questo terreno il Lazio è chiamato a dimostrare di saper vincere anche fuori dalle guide.

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