Negli ultimi anni si è parlato sempre più spesso di silver economy e senior living, due fenomeni destinati a ridisegnare il futuro del Paese.
E’ un cambiamento che non riguarda soltanto il mercato immobiliare o i servizi dedicati agli over 65, ma che investe direttamente anche il sistema sanitario. Se cresce l’aspettativa di vita, infatti, aumenta anche la necessità di costruire un modello di assistenza capace di accompagnare le persone lungo tutto il percorso dell’età avanzata, dalla prevenzione alla riabilitazione, passando per la gestione delle patologie croniche e della non autosufficienza.
Secondo i più recenti dati Istat, coloro che superano i 65 anni rappresentano ormai circa un quarto della popolazione italiana, con il Centro che si conferma l’area con l’età media più elevata del Paese e con il Lazio che mostra come quasi un residente su quattro rientri in suddetta fascia. Una trasformazione demografica che rende quindi sempre più centrale il rafforzamento dei servizi dedicati alla presa in carico delle fragilità, delle demenze e delle malattie croniche. Tra le esperienze più recenti c’è, ad esempio, quella di Universo Salute, realtà pugliese e lucana che ha costruito un metodo di assistenza fondato sull’integrazione tra ospedale, riabilitazione, offerte territoriali e cura della persona, dando vita a quella che potrebbe essere un’ispirazione per tutte le regioni chiamate a confrontarsi con le sfide demografiche attuali.
Universo Salute nasce dalla riconversione della storica Opera Don Uva, trasformata progressivamente in una moderna rete dedicata alla long term care e alla presa in carico delle persone più delicate. Non a caso, oggi comprende medicina generale, neurologia, cardiologia, pneumologia, riabilitazione intensiva, ambiti dedicati all’Alzheimer e alle demenze, RSA, hospice e numerosi servizi specialistici. La filosofia che vi è alla base è quella di non limitarsi alla cura della malattia, accompagnando il paziente lungo tutto il percorso assistenziale e creando una continuità tra ospedale, riabilitazione e territorio. Nella medesima direzione puntano le attività inaugurate in questi anni, come il Centro Diurno per i non-autosufficienti e i Day Service di Medicina Interna, pensati per concentrare diagnosi, follow-up e prestazioni specialistiche in tempi rapidi, favorendo una presa in carico più efficace.
Ne emerge un modello multidisciplinare che mette al centro l’individuo e la sua qualità della vita. Un approccio sempre più necessario in un’Italia dove l’aumento della longevità rende indispensabile affiancare all’eccellenza clinica una serie di servizi capace di accompagnare le persone nel tempo. Anche perché, in fondo, la vera sfida della longevità non riguarda unicamente le nuove formule abitative o i modi innovativi di trascorrere la propria vecchiaia suggeriti dalla silver economy. Al contrario, è legata ad un quadro ben più ampio, che guardi tanto alla vita quotidiana quanto al benessere, all’autonomia e alla cura della persona a 360 gradi.

