I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Fisco e Dintorni
L'avviamento di un'azienda non si calcola a tavolino

Il valore di avviamento di un’impresa non può essere determinato attraverso “formule rigide” applicate a tavolino poiché occorre tenere conto della realtà aziendale.

E’ questo il principio sancito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano che, con recente sentenza, ha accolto il ricorso presentato da un contribuente avverso un avviso di rettifica e liquidazione emesso dall’Agenzia delle Entrate, con il quale veniva rideterminato il valore dell’avviamento di un’azienda ceduta ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro (sentenza n.8278/41/2015, Presidente Dott. Giacomo DEODATO, depositata in segreteria il 14 ottobre 2015 e liberamente visibile su www.studiolegalesances.it - sezione Documenti).

Secondo i giudici meneghini “le semplici stime basate su calcoli matematici, su semplici percentuali, o quanto di simile, non prendono in considerazione numerosi aspetti concernenti l’attività economica oggetto di compravendita, tra i quali rientrano anche i fattori gestionali ed amministrativi ed elementi soggettivi che difficilmente potranno essere valutati con rigidi automatismi, né tengono conto dei mutamenti del mercato e, di conseguenza, “sovrastimano” il valore dell’avviamento in un contesto aziendale in cui le analisi dell’agenzia delle Entrate risultano particolarmente lontane dalla realtà aziendale”.

Nel caso specifico, il Fisco aveva rideterminato ai sensi degli art.51 e 52 del D.P.R. n.131/86 il valore dell’avviamento utilizzando il c.d. metodo locativo, ossia moltiplicando il canone di locazione annuo sostenuto dall’azienda alienante per il numero di anni di durata del contratto di locazione.

Per i giudici, quindi, “sembra che nel caso de quo vi sia stata una sovrastimazione del valore di avviamento, giacché l’ufficio si è limitato ad applicare una semplice moltiplicazione, senza effettuare alcun reale accertamento di fatto e senza alcuna specifica motivazione, il che ha portato ad escludere tout court la considerazione di elementi certamente rilevanti”, pertanto, “il metodo utilizzato dall’ufficio non risulta confacente con la realtà dell’azienda”.

Alla luce di ciò, dunque, ci si augura che finalmente il Fisco possa tenere conto della complessa realtà aziendale e che ai calcoli astratti elaborati in ufficio dai funzionari si aggiungano almeno dei veri e propri sopralluoghi volti a verificare la REALE SITUAZIONE DI UN’IMPRESA.

Avv. Matteo Sances

Dott. Hiroshi Pisanello

www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

Commenti
    Tags:
    #agenziaentrate #equitalia #avviamentoazienda #avvsances
    in evidenza
    Il trauma di Romina Carrisi "Ho lavorato negli strip club"

    Dolorosa esperienza negli USA

    Il trauma di Romina Carrisi
    "Ho lavorato negli strip club"

    i più visti
    in vetrina
    Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena

    Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena


    casa, immobiliare
    motori
    Taigo: il primo SUV coupé di Volkswagen

    Taigo: il primo SUV coupé di Volkswagen


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.