Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
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Pillole d'Europa
AIUTI E PROGETTI EUROPEI PER CRIOCONSERVAZIONE OVOCITI, AI E DATI SANITARI
dott.ssa Giulia Colombo, ginecologa esperta di fertilità

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI

In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni sui bandi scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

Domanda: ci sono sempre più problemi per le donne che dopo i 30 anni vogliono avere figli, come me che a 40 sono già definita “primipara tardiva” e ho fatto molta fatica ad avere il mio primo figlio, non ci sono progetti europei al fianco delle donne in questo? Luana Miresca
Risposta
: In Unione europea e  quindi anche in Italia l’età delle donne  che partoriscono il primo figlio si è alzata mediamente oltre ai 31 anni, ma spesso oltre tale data. Questo dipende dal fatto,” spiega la ginecologa dott.ssa Giulia Colombo,” che le donne decidono di cercare la gravidanza in un’età sempre più avanzata con una maggior difficoltà pertanto a concepire e un aumento delle possibilità di aborto e di rischi ostetrici”. La dott.ssa Giulia Colombo, ginecologa specializzata sul tema dell’infertilità di coppia, spiega: ”Si spendono soldi come sanità pubblica e privata per aiutare le donne sui 40 anni ad avere figli con pratiche di fecondazione assistita che risultano estenuanti e lunghe con poche possibilità di successo, quando sarebbe  più logico e conveniente per il sistema sanitario nazionale coprire i costi per il congelamento degli ovuli per le donne e dei gameti per gli uomini in età più giovane, nel periodo di massima fertilità, di modo che, in caso di volontà di diventare genitori in tarda età, si possano utilizzare, con probabilità di successo più alte, i propri spermatozoi e gameti (si ricorda che i gameti maschili sono gli spermatozoi, mentre i gameti femminili sono le cellule uovo). I dati europei inoltre evidenziano che aumentano i casi di tumore e la crioconservazione degli spermatozoi o degli ovuli  è una tecnica che viene largamente utilizzata per l'autoconservazione dei gameti maschili  e degli ovuli femminili quando il paziente deve sottoporsi a cure chemio e/o radioterapiche che possano compromettere in modo irreversibile la produzione di spermatozoi o di ovuli vitali. Insomma basterebbe che i legislatori tenessero a mente le necessità reali dei cittadini e molti problemi legati alla denatalità potrebbero essere in parte risolti”. La crioconservazione degli ovociti (si ricorda che l'ovocita, detto anche oocita o cellula uovo, è la cellula riproduttiva femminile; alla nascita le due ovaie ne contengono circa 400mila e rappresentano una riserva non rinnovabile) è una valida opportunità per preservare la fertilità per ragioni mediche o sociali. La crioconservazione degli ovociti rappresenta indubbiamente una grande opportunità per chi abbia ricevuto una diagnosi, tumorale o non, e per chi voglia semplicemente esprimere una scelta per quanto riguarda il proprio futuro riproduttivo. Criopreservare i propri ovociti non offre la certezza di riuscire a concepire e procreare un figlio, ma solo una ragionevole probabilità che questo accada. Garanzie, purtroppo, non possono essercene. Le donne potrebbero lasciarsi cullare da un “falso senso di sicurezza” rispetto alla possibilità di concepire in ogni caso, ma il successo procreativo della Criopreservazione degli ovociti (CPO) dipende da più fattori, tra cui il momento in cui sono stati criopreservati gli ovociti, il loro numero e l’età della donna. Secondo i dati attuali con 24 ovociti si ha un “cumulative live birth rate” (o CLBR, un indice del successo totale di procreazione) di oltre il 90%, e dell’85.2% per 10-15 ovociti utilizzati – se questi sono stati prelevati e conservati prima dei 35 anni di età. Si segnala il progetto TIMEGG, Questa ricerca è stata intrapresa con il supporto del programma Marie Skłodowska-Curie. Come ogni nuova biotecnologia che ha un impatto concreto sulle scelte di vita delle persone, anche la criopreservazione degli ovociti solleva un insieme di importanti e complesse questioni bioetiche, biogiuridiche e biopolitiche. Sulla prestigiosa rivista Cancers è stato pubblicato un interessante studio dell’equipe della prof.ssa Eleonora Porcu, direttrice della struttura dipartimentale “Infertilità e procreazione medicalmente assistita” dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola; si tratta di un lavoro di analisi che raccoglie 25 anni di dati per dimostrare l’efficacia della terapia per la preservazione della fertilità nelle pazienti affette da tumori. Le spese mediche sostenute per effettuare la crioconservazione degli ovociti sono detraibili nel modello 730. Si tratta, infatti, di spese mediche specialistiche che possono essere detratte nella misura del 19%. In Italia per ottenere la detrazione, come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate, è necessario che il trattamento venga effettuato nelle strutture autorizzate e dal documento di spesa deve risultare la descrizione della prestazione e l’iscrizione della struttura nel Registro istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità. con studio di Yale School of Medicine, New Haven illustra una guida pratica e una panoramica sulla Crioconservazione degli ovociti per indicazioni mediche e pianificate. C’è una raccolta dati sulla Crioconservazione di ovociti e tessuto ovarico nei paesi europei inerente sia il contesto normativo, che la pratica, conservazione e utilizzo. La segue il gruppo di lavoro europeo ESHRE sulla crioconservazione degli ovociti in Europa.

Domanda: l’intelligenza artificiale è uno strumento che già utilizziamo, solo che occorre formare e informare e le nuove tecnologie stanno rendendo difficile per le persone comuni comprendere la differenza tra testi e video reali o modificati da essa, non ci sono progetti europei su questo? Luigi Marchi
Risposta:
ci sono diversi progetti sulla cosiddetta intelligenza artificiale, che giustamente, come Lei dice, è una rivoluzione già in atto e in continua evoluzione. Ci sono diversi progetti europei su un utilizzo etico dell’intelligenza artificiale e che realizzano tool gratuiti per i cittadini che possano aiutarli a comprendere meglio ciò che è stato contraffatto in immagini e video. Il 13 marzo 2024 il Parlamento europeo ha approvato una legge sull'intelligenza artificiale (IA), che garantisce sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali e promuove l'innovazione. Gli eurodeputati hanno approvato il regolamento, frutto dell'accordo raggiunto con gli Stati membri nel dicembre 2023, con 523 voti favorevoli, 46 contrari e 49 astensioni. Ci sono poi progetti di ricerca già realizzati con fondi europei e altri in atto  sia sulle applicazioni che per un uso più consapevole delle sue potenzialità in tutti i settori. Diversi sono i fondi all’interno del programma europeo Horizon Europe  in cui lavorano team di diversi Stati per cooperare al meglio. Tra i progetti c’è ad esempio “AI4TRUST”  che terminerà il 28 febbraio 2026  ed è iniziato il primo gennaio 2023 con un importo totale di cinque milioni e 950 682,50 euro coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler e che svilupperà un sistema ibrido basato sulla cooperazione uomo-macchina e su soluzioni avanzate basate sull’IA. L’idea è quella di supportare i professionisti dei media e i responsabili politici nell’affrontare la disinformazione. Il sistema consentirà di monitorare numerose piattaforme social online quasi in tempo reale, segnalando, mediante l’analisi dei contenuti multimodali (testo, audio, visivi) e multilingue con nuovi algoritmi di IA, i contenuti ad alto rischio di disinformazione, affinché siano rivisti da esperti. Il piano coordinato sull’IA sviluppato dalla Commissione europea e dagli Stati membri propone una visione per accelerare gli investimenti nell’IA, agire sulle strategie di intelligenza artificiale per la loro tempestiva attuazione e allineare le politiche sull’IA a livello dell’UE. Una parte importante del Piano Coordinato sono le azioni finanziate dai due programmi quadro europei per la ricerca “Horizon Europe” e “Horizon 2020”. Tra i vari progetti europei ne menzioniamo solo alcuni quali il progetto europeo  InVID che ha sviluppato una piattaforma di verifica della conoscenza per individuare e valutare l’affidabilità di file video e contenuti degni di nota diffusi tramite i social media; il toolkit fornito dal progetto europeo InVID aiuta a verificare i contenuti i video e le immagini sui social network; il progetto MOUSSE che ha sfruttato le somiglianze tra le lingue per creare un'ampia rete di rappresentazioni semantiche di frasi indipendenti dalla lingua e affrontare la sfida delle allucinazioni dell'intelligenza artificiale; WINDMILL ha utilizzato l’apprendimento automatico per ottimizzare le reti 5G; VHH si è concentrato sulla curatela digitale dei filmati relativi alla scoperta dei campi di concentramento nazisti e di altri luoghi di atrocità. Ci sono poi molteplici progetti in altri ambiti quali COSMIC DANCE che ha utilizzato l’apprendimento automatico per comprendere come si formano e si evolvono le stelle; il progetto COG-TOM che ha sviluppato nuovi metodi di analisi dei dati chiamati tomografia cognitiva per comprendere meglio la mente umana; CoRob-X che ha costruito rover planetari robotici cooperativi con sistemi di percezione e controllo ambientale per capacità decisionali autonome in ambienti estremi.

Domanda: in occasione della Giornata mondiale della salute del 7 aprile ho letto e sentito tanti bei discorsi ma quali sono i progetti europei reali per tutelare questo bene così primario? Giuseppina Ruopoli
Risposta:
 a livello di Unione europea si sta attuando il cosiddetto ”spazio europeo dei dati sanitari” che consentirà ai cittadini, ai ricercatori e ai responsabili politici di sfruttare appieno il potenziale dei dati sanitari digitali a vantaggio dei pazienti. E’ aperto un bando che fornisce supporto agli enti di accesso ai dati Sanitari (HDAB) per promuovere percorsi efficienti per l'Intelligenza Artificiale  nel settore sanitario – (rif. ID: DIGITAL-2024-CLOUD-DATA-06-HEALTHCARE-AI). Come parte del più ampio ecosistema dell'IA in ambito sanitario, come i Testing and Experimentation Facilities (TEF) per l'IA e gli European Digital Innovation Hubs (EDH) questo bando cofinanzia progetti per rafforzare il ruolo e le capacità degli HDAB nella razionalizzazione dei percorsi di sperimentazione e diffusione delle soluzioni di IA nel settore sanitario. Si punta  a ridurre il time-to-market e a promuovere lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi sanitari basati sull'IA che migliorino la sicurezza e il benessere dei pazienti, preservando la privacy e la sicurezza. Possono pertanto essere cofinanziate azioni di supporto e di coordinamento e ottenere una copertura sino al cento per cento dei costi ammissibili. Questo bando ha un importo totale di quattro milioni di euro. Il piano europeo di lotta contro il cancro è poi uno dei modelli d'azione oncologici più ambiziosi e globali al mondo, sostenuto da 4 miliardi di euro di finanziamenti dell'UE. Ad appena quattro anni dal suo lancio, sta già facendo la differenza per milioni di pazienti oncologici, famiglie e prestatori di assistenza. Il piano europeo per la salute mentale è inoltre già attivo dal 2013 e ad esempio sono finanziate venti iniziative faro in questo ambito. 
 






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