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Il Sociale
Il federalismo sanitario? E' fallito

Subito dopo la discussione del Titolo V alla Camera porteremo, in Parlamento, il Documento d’indirizzo “Salute: il diritto che non c’è. I motivi del fallimento del federalismo sanitario - Il punto: dal 7 marzo alla data odierna”, condiviso dall’assemblea, per una proposta di revisione del Titolo V della Costituzione", ha dichiarato Claudio Giustozzi, segretario nazionale Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori”, in occasione della seconda giornata degli “Stati Generali della Salute”, che si sono svolti a Roma alla Camera dei Deputati.


Ad aprire i lavori, Monsignor Charles Namughera il quale ha portato i saluti di S.E. Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per gli Operatori Sanitari. «Ringrazio l’Associazione “Dossetti” per questo invito che vede raccolte personalità del mondo politico e sanitario, nonché esponenti dell’industria del farmaco». Ed ha aggiunto: «Il diritto fondamentale alla tutela della salute attiene al valore della giustizia, secondo il quale non ci sono distinzioni di popoli e nazioni, tenuto conto delle oggettive situazioni di vita e di sviluppo dei medesimi». «Occorre promuovere il bene comune», ha concluso Monsignor Charles Namughera «veicolato anche nel segno della giustizia in ambito sanitario, per la necessaria compresenza e il reciproco concorso che possono essere assicurati dal rapporto fra istanza pubblica e privata, sia quella riferita alle strutture sanitarie afferenti al Ssn, sia quelle della sanità privata (di impronta cattolica o meno), così come anche dal rapporto fra poli di ricerca statale e centri di ricerca clinica o farmacologica privata». Anche l’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità, ha affermato:«L’Associazione “Dossetti” ha promosso un tema di enorme rilevanza, in un momento storico complesso e di grandi cambiamenti». Ed ha sottolineato: «Basti pensare all’attuale e complessivo scenario, in cui vige una forte disuguaglianza tra popoli». Bisogna puntare, dunque, «ad un percorso di progresso, abbracciando in maniera trasversale tutte le politiche che si occupano di salute». Giovanna Martelli ha concluso ricordando che:«La politica ha un grande lavoro da compiere anche in tema di sussidiarietà». Le fa eco L’On. Paola Binetti, membro XII Commissione Affari sociali alla Camera dei deputati, che ha asserito: «Abbiamo portato avanti molte battaglie in Parlamento, in sinergia con l’Associazione “Dossetti” che non conosce “pause” in materia di diritti dei più fragili».Secondo Paola Binetti, tra i molteplici temi connessi alla salute, vi è anche il capitolo sulla medicina materno-infantile che «collego alla giornata dedicata ai “prematuri”, ai quali bisogna garantire un impegno molto forte di presa in carico ed assistenza prolungata nel tempo». Ed ha ricordato che vi sono anche molti Ddl sulla Salute, sui quali bisogna lavorare: «tra cui quello sul Governo Clinico che si scontra, costantemente, con problematiche diverse. O il Ddl sul “Dopo di Noi”; investito dall’ansia dei genitori che si sono fatti carico della vita difficile dei loro figli, colpiti da malattie di complessa gestione».

Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe: «Salviamo il nostro Ssn, impegnamoci fortemente per farlo». Diversamente, il rischio: «E’ quello di perdere, lentamente e progressivamente, un Ssn pubblico e universalistico». «Non dimentichiamo», ha evidenziato Nino Cartabellotta, «che le problematiche della sanità italiana sono vaste e non solo di natura prettamente politica». E rilancia: «Sia lo Stato a preservare i cittadini da tutte le disugualglianze».Per Stefano Da Empoli, presidente I-Com – Istituto per la Competitività: «Urge senza “se” e senza “ma”, la revisione complessiva e non più rinviabile del Titolo V. E’ necessario cercare un punto di equilibrio. In tal senso ritengo che, quello presentato dall’Associazione “Dossetti”, sia un Testo molto sensato che, mi auguro, non finisca nel dimenticatoio». Servirebbe, quanto prima, «una vera e propria cabina di regia nazionale per garantire una sanità ad una sola velocità, e non più a 21 velocità differenti». Per questo, ha concluso Stefano Da Empoli: «Adoperiamoci per un restyling del paradigma dell’intero Ssn». «Dobbiamo richiamare l’attenzione sulla questione della Governabilità del sistema sanitario», ha evidenziato Ivan Cavicchi, docente Università Tor Vergata: «Dal tipo di Governo dipende anche la sostenibilità. Non a caso», ha sottolineato ancora Cavicchi, «l’etimologia del termine “Governo” è, appunto, “Guida”. La discussione del Titolo V, ruota sempre attorno al potere. Ma il vero problema è l’utilizzo del potere. E, sempre più spesso, questi aspetti sono esclusi da ogni tipo di discorso o analisi della questione». Per Cavicchi, infatti, è assurdo utilizzare il potere «per tassare, continuamente, i cittadini. C’è chi si è anche inventato l’introduzione scellerata dei super-ticket. Decisioni vergognose che allontanano, sempre più, i cittadini da un Ssn pubblico». Quindi Cavicchi ha concluso con un monito: «Dietro lo spreco c’è il malgoverno delle regioni. Ristabiliamo i poteri. No all’idea scorretta di “regionismo”, che è una bestia senza pensiero; che ruba, spende male e mette a soqquadro i diritti».

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