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Il Sociale
Oms, la conferenza sul tabacco esclude produttori e Stati

Tra il 7 e il 12 novembre si terrà a New Delhi la settima Conferenza delle Parti (COP VII). La conferenza viene periodicamente organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per monitorare lo stato di attuazione della Convenzione e promuovere soprattutto azioni regolatorie e fiscali mirate a ridurre il consumo di tabacco.

Alla Conferenza, che internamente all’organizzazione ha poteri paragonabili a quelli di un Parlamento, partecipano di solito i rappresentanti di oltre 170 Paesi del mondo.

Tuttavia, quest’anno la Conferenza potrebbe essere molto diversa dal passato. Infatti, secondo quanto riportato da un articolo pubblicato sull’Huffington Post UK, la stessa OMS starebbe facendo pressioni per impedire la partecipazione di centinaia di rappresentanti.

Ad essere esclusi, secondo le indicazioni delle Nazioni Unite, dovrebbero essere tutti quei rappresentanti Governativi che hanno interazioni con l’industria del tabacco. Anche quelli dell'Italia, primo produttore in Europa e 14° a livello internazionale.

Sarebbe quindi vietata la partecipazione anche ai Ministri Padoan, Martina e Calenda, rispettivamente Ministri dell’Economia, dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico.

E non solo. Tra gli esclusi ci sarebbero centinaia di rappresentanti tra cui premier, ministri dell’economia – quasi ovunque nel mondo infatti il tabacco è soggetto a monopolio di Stato – dell’agricoltura, dello sviluppo economico, degli interni – che si occupa di mercato illecito -, fino ad includere tutti i parlamentari, consiglieri regionali, comunali e, per finire, i Ministri della Salute. Spetta a loro, infatti, in molti Paesi legiferare in materia di tabacco e prendere decisioni che ricadono su 450 mila piccole imprese.

Tutti rappresentanti istituzionali saranno esclusi in base ad un’interpretazione estrema dell’art.5.3 della stessa Convenzione che stabilisce che le interazioni tra Istituzioni e Industria del tabacco debbano essere limitate e svolgersi in piena trasparenza.

Non si tratta di un divieto tout court a qualsiasi tipo di confronto, ma un richiamo legittimo a che questi si svolgano nel rispetto della trasparenza e dei reciproci ruoli. Un principio valido per ogni rapporto pubblico-privato, non solo per l’industria del tabacco. Occorre peraltro sottolineare come l’Art. 5.3, diversamente da altri articoli, non sia vincolante per gli Stati che hanno aderito alla Convenzione.

Gli stessi rappresentanti Governativi dell’India, Paese ospitante, non potrebbero prendere parte ai lavori. E sarebbero così esclusi i maggiori produttori mondiali: oltre all'India, Cina, Brasile, Stati Uniti, Indonesia e Malawi

L’Oms, organizzazione interna alle Nazioni Unite, il cui compito è quello di promuovere il dialogo tra gli Stati, vuole escludere quegli stessi Stati che dovrebbe rappresentare a livello internazionale.

Ad essere oggetto del mandato di esclusione, infatti, non sono le aziende del tabacco, che sarebbe una decisione buona e giusta, ma tutti i “public officials”.

Sarebbe come riunire il Parlamento escludendo di volta in volta quei parlamentari che hanno una vicinanza al tema in discussione. O, facendo un paragone con la più nota Conferenza tra le parti sul clima, escludere tutti gli Stati che interagiscono con aziende energetiche. Ossia tutti.

Il principio della trasparenza si rivolta nel suo contrario: conferenze internazionali in cui gli unici partecipanti sono i rappresentanti dell’OMS e le NGOs che potranno così prendere in piena autonomia, e in totale segretezza, decisioni da far applicare poi a quegli stessi Stati che si è deciso di escludere.

La totale segretezza è confermata dal fatto che oltre agli Stati, l’OMS vieta ormai da anni qualsiasi accesso ai media. Come è successo a Mosca nel 2015 e durante l’ultimo incontro dell’OMS in Turkmenistan nell’aprile scorso. Violazioni del diritto all’informazione che ha portato 50 giornalisti ed editori a scrivere una “Lettera aperta alle Nazioni Unite contro il bavaglio ai media e il soffocamento della libertà di stampa” per contestare le misure straordinarie adottate spesso dall’Organizzazione per impedire ai giornalisti di svolgere il loro lavoro.

Più che una conferenza delle parti, una riunione tra persone selezionate che la pensano tutti in modo uguale. 

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omstabaccocontrollo del tabacco
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