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Il Sociale
movimento 5 stelle

Manlio Di Stefano, 31 anni, è uno dei 14 eletti alla Camera del Movimento 5 stelle in Lombardia. Lavora per una multinazionale. Considera il reato di immigrazione clandestina un "orrore giuridico", è favorevole allo ius soli, si batterà perché sia istituito il reddito minimo garantito, i soldi del 5 per mille arrivino subito alle onlus e i fondi per il sociale siano ripristinati. "Sull'immigrazione il programma di M5S non ha un punto specifico -afferma-, è quindi parlo a titolo personale. Certo è che bisogna ribaltare il concetto di immigrato perché si è fatta in questi anni una caccia alle streghe. Dobbiamo invece puntare su un'effettiva integrazione, che deve partire dalla possibilità di frequentare corsi di italiano. Gli stranieri non sono dei mostri che invadono l'Italia, ma persone in cerca di una vita migliore".

Parla di fondi sociali la neo-eletta nel Lazio per il Movimento di Grillo, Carla Ruocco, sesta in lista per la Camera. "I fondi sociali sono una parte di ciò che è stato depauperato per dare tutto a pochi. Rientrano nella realizzazione della nostra politica redistributiva presente nel programma, come il reddito minimo che fa parte delle misure redistributive dei redditi". La politica italiana è lontana dalle esigenze dei cittadini e dell'economia reale - ha spiegato Ruocco -. Noi riporteremo il cittadino nelle istituzioni con le loro esigenze e questo fa bene a tutti".
 
Sclerosi multipla e diritti degli invalidi,  le battaglie dei grillini emiliani in Parlamento. Mi batterò per i malati di sclerosi multipla e per dare dignità alle persone con invalidità”, spiega Matteo Dall'Osso, bolognese in procinto di sbarcare alla Camera. Dall’Osso è conosciuto per la sua storia: nato nel 1978, laureato in ingegneria, ha superato dopo un lungo percorso di cure la sclerosi multipla, “e nel mio piccolo ho contribuito a fare approvare la sperimentazione del metodo Zamboni”. A supporto del lavoro parlamentare di Dall’Osso e di tutti gli eletti emiliano romagnoli ci sarà Giorgio Muccio, candidato al Senato tra i 5 Stelle. “Non sono stato eletto, ma ho sempre lavorato con il Movimento e continuerò a farlo”. Muccio, avvocato e consulente di strutture sanitarie, ha collaborato alla stesura dei quesiti referendari contro la legge 40 sulla procreazione assistita e presentato l’esposto che ha recentemente portato all’apertura della procedura d’infrazione contro la multinazionale Roche per il mancato rispetto degli obblighi di farmacovigilanza.
 
Mantiene la rotta fin qui tracciata dal Movimento 5 Stelle  Giovanni Endrizzi, eletto al Senato in Veneto e terzo in lista. Padovano di 50 anni, sposato, una figlia, lavora come educatore professionale in un servizio per le tossicodipendenze occupandosi in particolare delle ludopatie. Il programma per il welfare, come per tutto il resto, nascerà dal confronto con i cittadini tramite il web come fatto finora”. “Le nostre proposte dipenderanno dai conti che troveremo – avverte -. Noi non sappiamo ancora l’impatto che le misure di Monti avranno per questo e per il prossimo anno, quindi per ora non è dato sapere quanto è possibile tagliare dai rami che abbiamo individuato come secchi”.

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