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Sport
Juve, Agnelli: "Fatturato record sopra 300 mln. Ora il 4° scudetto"

Fatturato per la prima volta sopra 300 mln - Nel corso dell'assemblea degli azionisti della Juventus, in corso di svolgimento allo Juventus Stadium, il presidente Andrea Agnelli ha spiegato che i successi bianconeri sul campo "hanno anche e soprattutto fondamenta gestionali - ha detto il massimo dirigente bianconero - La struttura e il livello dei ricavi, frutto del lavoro quotidiano delle donne e degli uomini della Juventus, che qui idealmente ringrazio individualmente, hanno portato la Juventus ad un fatturato di 280,5 milioni di ricavi caratteristici, composti da match day, commerciali e diritti televisivi, che al lordo della 'gestione calciatori' porta il fatturato per la prima volta nella nostra storia sopra i 300 milioni; esattamente a 315,8 milioni. Il break-even ante imposte, e il ritorno dopo quattro anni all'utile operativo, uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati, completano il quadro di questo turnaround che in pochi ritenevano impossibile".

"Stiamo lavorando per vincere IV scudetto" - "Solamente una volta nella sua storia la Juventus ha vissuto un periodo paragonabile a quello che stiamo attraversando. Nel maggio di quest'anno abbiamo conseguito il terzo scudetto consecutivo, un'impresa che i colori bianconeri non vedevano dagli anni '30 del secolo scorso. Ebbene la Juventus, ancora una volta prima nella storia, ha saputo ripetersi a distanza di quasi 80 anni, segnando un altro crocevia nel calcio italiano".

Elezioni Figc sconfitta per pallone italiano - Le recenti elezioni Figc sono una sconfitta per pallone italiano. Secondo il quale la "governance del calcio" "ha dimostrato tutti i suoi limiti nell'estate appena trascorsa. E' "venuta meno una consolidata consuetudine, il meccanismo cervellotico di elezione del presidente federale e' riuscito a trascurare le indicazioni di tutte le componenti tecniche, calciatori, allenatori e arbitri, e di consistente parte della serie A. Si e' trattato di una sconfitta per tanti e di una vittoria per alcuni abili e disinvolti personaggi, che affondano le radici del loro consenso in un tempo lontano, durante il quale la logica delle satrapie poteva reggere il potere. Ma si e' trattato soprattutto di una sconfitta per il calcio italiano, che ha dato un'immagine di se' stantia e senza alcuna propensione riformista. I risultati sono sotto i nostri occhi gia' oggi. L'Uefa ci guarda con circospezione cosi' come gli osservatori internazionali, e perfino il governo italiano non ha trovato un valido interlocutore con cui confrontarsi nell'elaborazione del decreto sulla sicurezza negli stadi". Agnelli ha anche aggiunto che "il calcio, il pallone, va riportato al centro del nostro comparto, mettendo al bando piccole operazioni di breve respiro. La Juventus, per tradizione, e' aperta al dialogo con tutti, ma non avvallera' palliativi di facciata".

Pallone italiano in declino, limiti strutturali - "Il livello di fatturato che vi presentiamo riconferma la Juventus nelle prime dieci societa' calcistiche al mondo, e il ranking Uefa e' migliorato. Ma i nostri principati competitor, Real Madrid, Bayern Monaco, Manchester United, Barcellona, ci hanno distanziato nettamente. Nessuna societa' italiana e' stata in grado di crescere al loro ritmo: segno di un evidente limite strutturale che affligge il nostro calcio". Agnelli ha anche anche descritto per il calcio italiano il "progressivo declino", spiegando che oggi Inghilterra, Spagna e Germania "ci hanno sopravanzato in qualsiasi parametro di riferimento: livello di ricavi, in termini di sostenibilita' del business, risultati sportivi, valori assoluti e relativi di riempimento degli stadi e ranking Uefa". "Oggi - ha aggiunto - fatichiamo a difendere la quarta posizione dal Portogallo".

LA REPLICA DI TAVECCHIO AD AGNELLI

Tavecchio, "Accuse Agnelli? Riforme non su foglietti..." - "Noi stiamo lavorando su un programma, abbiamo ricevuto a suo tempo dei desiderata su un foglietto di carta strong. Noi invece abbiamo fatto un volume. Se basta scrivere un foglietto di carta per ottenere riforme del sistema Italia...". Cosi' il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha risposto a chi gli chiedeva una replica all'ennesimo attacco del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, che oggi ha definito la sua elezione a via Allegri come "una sconfitta per il sistema italiano". "Nella vita ho fatto per 20 anni il sindaco - spiega il numero uno della Figc nella conferenza dopo il Consiglio di oggi -, per altri 30 anni il direttore di banca e poi per qualche tempo il dirigente della Lega Dilettanti. Io non mi permetto di fare considerazioni ad personam, ognuno puo' pensare quello che vuole nei confronti miei e del Consiglio".

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