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Non era al top (contusione rimediata nel match precedente della Liga), ma la tribuna di Alexis Sanchez nella disastrosa notte di Coppa del Re (Mourinho sbanca 3-1 il Camp Nou) è stato l'ennesimo segnale del gelo tra il Nino Maravilla e lo staff tecnico capeggiato da Jordi Roura (che fa le veci di Tito Vilanova, che si sta curando a New York  dove resterà per almeno altri quindici giorni). La Juve può sperare come non mai di portarsi a casa l'ex attaccante dell'Udinese, sempre più ai margini del progetto tecnico in questo secondo anno in Spagna. Tanto più che il Barça è impegnatissimo nella trattativa Neymar e potrebbe esser portato a sacrifici importanti. L'addio a Bojan (scontando qualcosa ai rossoneri rispetto ai 15 di riscatto prefissati), insieme alla cessione di Sanchez (visto che non sarà facile piazzare David Villa), solo resta il problema dei 42 milioni pagati un anno e mezzo fa che non è facile ridurrre a 25 in entrata a luglio. Anche se l'affare Ibra-Milan insegna e concede altre speranze...

L'alternativa resta sempre Luis Suarez (su cui ha aperto un discorso anche l'Inter dopo la cessione di Coutinho al Liverpool), oltre a possibili big in uscita estiva. Attenti, ad esempio, alla situazione di Gonzalo Higuain che potrebbe lasciare Madrid (dopo averci già pensato a luglio scorso, quando Mourinho lo convisne poi a restare). Il Pipita vale ovviamente attorno ai 25-30 milioni.

Dall'Olanda invece giurano che Arsenal, Juventus e Milan sono all'inseguimento di Daryl Janmaat, terzino destro 23 enne del Feyenoord e della nazionale olandese. E' arrivato nel club di Rotterdam dall'estate del 2012, ha giocato 23 gare di campionato, mettendo a segno una rete.

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CLIMA PESANTE IN CASA BARCELLONA, STAMPA ORA E' CRITICA - Che fine ha fatto la squadra piu' forte del mondo? La Spagna si interroga sul Barcellona, caduto prima nell'andata degli ottavi di Champions col Milan e poi crollato in casa davanti al Real Madrid di Ronaldo e Mourinho, uscendo di scena in Coppa del Re. La stampa madrilena gongola: se "As" scrive "Esibizione del Real davanti a un Barcellona che si scioglie", "Marca" parla addirittura di "Rivoluzione" esaltando i blancos che hanno "messo a nudo e annichilito" i rivali blaugrana. Fanno autocritica i media catalani: "E' stato un disastro ma bisogna rialzarsi", la prima pagina di "Sport" mentre per il "Mundo Deportivo" "non ci sono scuse, il Real mette il Barcellona ko".

Inevitabile che l'aria, in casa catalana, sia diventata pesante. C'e' chi rimprovera al Barca di aver perso la sua 'fame', chi mette in discussione una difesa che non riesce quasi mai a tenere la porta inviolata, chi l'involuzione del gioco che porta la squadra a creare meno occasioni senza dimenticare l'assenza in panchina di Tito Vilanova, ancora a New York per curarsi dopo l'operazione dello scorso 20 dicembre al tumore della ghiandola parotide. Non sembra dunque un caso che il presidente blaugrana Sandro Rosell, assieme al suo vice Josep Maria Bartomeu, sia partito alla volta degli States per far visita al tecnico. Rosell si e' comunque mostrato sorridente alla partenza e secondo la stampa locale l'incontro con Vilanova, piu' che sul presente, vertera' sul futuro, sulla rosa della prossima stagione, sugli acquisti da fare (Neymar, un portiere e un difensore centrale) e sulle cessioni (Sanchez, Villa e qualche giovane). Ad analizzare il momento, invece, saranno Andoni Zubizarreta e Jordi Roura. Il ds sarebbe dovuto partire pure lui per New York ma alla fine e' rimasto col vice di Vilanova per trovare delle soluzioni e rincuorare la squadra, trasmettendo il messaggio della societa': voltare pagina e concentrarsi su Liga e Champions.

A metterci la faccia e' stato cosi' Andres Iniesta. "E' stato un brutto colpo, siamo tutti seccati - confessa il centrocampista -. Siamo stati battuti e ora dobbiamo migliorare, imparando da quello che non ha funzionato". Iniesta si dice convinto che "la nostra mentalita' non cambiera' a causa dell'eliminazione di ieri" pur ammettendo che "non siamo quelli di sempre, e' un dato di fatto. Ma non dimentichiamo che siamo anche in testa alla Liga". Certo, sull'assenza di Vilanova anche il giocatore spagnolo ammette che "sarebbe una bugia se dicessi che non ci danneggia. Non e' facile, e' una cosa che va avanti da tempo, e' una situazione difficile. Ma che non si dica ora che Vilanova deve tornare perche' abbiamo perso due partite, al primo posto c'e' la sua salute". Le critiche hanno travolto anche Lionel Messi, irriconoscibile contro Milan e Real. "Il nostro e' un problema di squadra - spiega Iniesta -, non se Messi sta meglio o peggio. Quando le cose non vanno bene, significa che c'e' qualcosa che non funziona e dobbiamo pensare a quanto di buono non abbiamo fatto per migliorare". All'orizzonte c'e' il Milan e il messaggio che Inieste recapita ai rossoneri e' quasi 'minaccioso': "Il 12 ci giochiamo una competizione importante, dovremo scendere in campo dal primo minuto come se ci fosse in gioco la nostra vita. Dobbiamo giocare col Milan come se fosse una finale e sono sicuro che passeremo noi".

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