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Juve record: 11 vittorie consecutive. Poker della Roma, corre il Napoli

Cagliari- Juventus 1-4, bianconeri da record - La Juventus supera se stessa e raggiunge quota undici nella casella delle vittorie consecutive. I bianconeri passano anche al Sant'Elia al cospetto di un ottimo Cagliari. Finisce 4-1 con la doppietta di Llorente e i gol di Marchisio e Lichtsteiner che rispondono a Pinilla. Punteggio troppo penalizzante per la squadra di Lopez che affronta la partita con il piglio giusto, gioca a viso aperto e mette in difficolta' la Juve nella prima frazione. I bianconeri soffrono la non brillante condizione di Pirlo, ma con l'ingresso di Marchisio, il successivo calo del Cagliari e gli errori di Adan il match cambia volto e la Juve puo' cosi' evidenziare la sua superiorita'. Lopez conferma la fiducia al poriere spagnolo Adan; perso Naingollan al suo posto, seppure con caratteristiche differenti, gioca Ekdal; per il resto Cossu alle spalle di Sau e Pinilla. Conte sceglie Caceres in difesa, in mezzo resta fuori Marchisio; coppia d'attacco Llorente-Tevez. Positivo l'atteggiamento del Cagliari che entra in campo deciso a volersela giocare e si fa notare con belle giocate palle a terra. La Juve si fa notare dopo 11' con una bella combinazione stretta tra Llorente e Vidal da destra in area e salvataggio finale in angolo di Rossettini. Al 21' Cagliari in vantaggio su calcio d'angolo: Sau tocca corto per Cossu, palla in mezzo e sponda di testa di Conti per Pinilla che tutto solo sul secondo palo trafigge Buffon. Rischia ancora la Juve al 25' quando sempre su calcio d'angolo Conti riesce a colpire di testa e il pallone sorvola di un soffio la traversa. Il Cagliari, galvanizzato dal gol, gioca bene e mette a dura sollecitazione la retroguardia della Juve. Al 29' Pinilla si rende ancora pericoloso con un destro dalla distanza che rimbalza pericolosamente davanti a Buffon. Eppure la Juve alla prima vera chance al 31' ristabilisce la parita': perfetto cross dalla destra di Lichtsteiner e preciso stacco di testa di Llorente che piazza il pallone sotto l'incrocio. Al 33' il Cagliari potrebbe tornare subito in vantaggio: ottimo cross di Murru e deviazione di Dessena sottoporta, Buffon si salva con un grande intervento d'istinto. Al 40' gran destro da fuori di Vidal che passa sotto i piedi di Murru ma Adan e' bravo a bloccare a terra la conclusione. La Juve chiude in avanti e Lichtsteiner spreca un'ottima occasione sparando alto in area. Nella ripresa all'11' gran giocata di Tevez che nasconde il pallone a Conti e va alla conclusione impegnando Adan. Al 21' Conte inserisce Marchisio per Pirlo, piuttosto opaco e non al meglio della condizione. La Juve accelera, il Cagliari soffre e al 28' i bianconeri passano in vantaggio con un gran tiro di Marchisio che con un tiro non irresistibile supera Adan. I padroni di casa subiscono il colpo e al 31' arriva il tris: perfetto assist dalla destra di Lichtsteiner per Llorente che appoggia in rete a porta vuota. Non e' finita perche' al 35' trova la soddisfazione personale anche Lichtsteiner sfruttando un nuovo errore di Adan che respinge corto su tiro rasoterra di Llorente.

Roma - Genoa 4-0 - La botta dello Juventus Stadium e' ufficialmente riassorbita. Dopo la vittoria in Tim Cup con la Sampdoria, la Roma si concede un pomeriggio casalingo di relax, strapazzando nell'ultima di andata il Genoa per 4-0 e dando un segnale preciso al campionato, nonostante vincano largamente sia i campioni d'Italia che il Napoli. Senza gli squalificati Castan, De Rossi, Ljajic e gli indisponibili Balzaretti e Romagnoli, Garcia inserisce Burdisso centrale difensivo, fa esordire in campionato, in mezzo al campo, l'ex cagliaritano Nainggolan e schiera Florenzi, Totti e Gervinho nel tridente.Gasperini ha fuori Gilardino per squalifica e Portanova, Gamberini, Kucka e Santana per infortunio: Calaio' agisce da punta unico con il sostegno dell'ex Bertolacci, per Cabral c'e' subito una maglia da titolare. Ai giallorossi pero' basta un tempo per chiudere il discorso, grazie ad un primo tempo ai limiti della perfezione. Il Genoa prova a difendersi con ordine e ci riesce per 25 minuti, poi cade sotto i colpi di una Roma in cui Nainggolan sembra giocare da anni e dove Florenzi fa di nuovo la differenza. Ed e' proprio il talento di casa, al 25', a sbloccare il risultato: la punizione di Totti sbatte sulla traversa, la sfera arriva a Florenzi che, con una rovesciata degna di Van Basten, infila una perla da cineteca che lascia di stucco Perin. L'estremo ligure neutralizza al 28' una percussione di Gervinho, sempre a mille ma impreciso al momento di fare male.Alla mezzora arriva il bis firmato da Totti, che su assist di Gervinho trova la deviazione di Manfredini per il suo 231esimo gol in A. Il Genoa non riesce mai ad impensierire De Sanctis, la Roma trova spazi sulle fasce e al 43' mette dentro il 3-0 con Maicon, pescato sottoporta dall'ottimo Florenzi. Nella ripresa, dopo 7' la Roma cala il poker sul tavolo dell'Olimpico con l'inzuccata vincente di Benatia su angolo di Totti. Partita chiusa definitivamente con un episodio sui generis al 14': Gasperini richiama Matuzalem per fare entrare Cofis, l'ex laziale, subissato di fischi, reagisce aizzando la curva e Calvarese gli rifila il secondo cartellino. Morale: Cofis, che poi rilevera' Bertolacci, e' costretto a ritornare in panca ed i rossoblu a giocare in dieci. Il ritmo inevitabilmente scema ma la Roma ci tiene a non incassare reti e a divertire il suo pubblico. E cos', al 23', prima Nainggolan impegna seriamente Perin dalla distanza, poi Pjanic, prima di lasciare il posto a Destro, sfiora il bersaglio grosso. Proprio Destro, al 27', si presenta con un'acrobazia su suggerimento di Strootman. Al 32' Totti scambia in velocita' con Destro e calcia trovando l'opposizione, col tronco, di Manfredini. C'e' spazio anche per l'esordiente Jedvaj per Maicon prima di un finale di partita in cui la Roma, al 39', si divora il pokerissimo con Destro. Finisce dunque 4-0 per i giallorossi, apparsi di nuovo in gran condizione fisica e psicologicamente 'liberi' come nei momenti migliori di un campionato in cui puo' proseguire a recitare un ruolo da protagonista anche nel girone di ritorno.

Verona - Napoli 0-3 - Il Napoli ha espugnato il "Bentegodi", battendo, per 3-0, il Verona grazie a una prova convincente. Gli azzurri, nonostante una formazione largamente rimaneggiata, hanno mostrato grande compattezza e ordine, guadagnando due punti preziosi, in chiave qualificazione alla prossima Champions League, sulla Fiorentina, costretta al pari, dal Torino, nel lunch match odierno. Al cospetto di Higuain e compagni, il Verona non ha affatto sfigurato, lottando alla pari contro i partenopei e confermando quanto ha fatto vedere in questo girone di andata della serie A: una categoria tanto nuova quanto meritata da molti dei giocatori veneti, non a caso oggi al quinto posto in classifica. Nei padroni di casa, privi degli indisponibili Sala, Longo e Mihaylov, Andrea Mandorlini ha confermato il consueto schieramento, ovvero il vincente 4-3-3, con due sole novita' rispetto all'undici corsaro sceso in campo lunedi' a Udine. In avanti, ai lati di Toni, hanno trovato spazio Iturbe e Gomez, con Jankovic e Martinho inizialmente seduti in panchina, al fianco dell'uomo mercato Cacia. Invariati invece sia l'assetto difensivo che il centrocampo degli scaligeri. Negli ospiti, orfani degli infortunati Zuniga, Mesto, Cannavaro, Reina e Behrami, Rafa Benitez ha proposto il solito 4-2-3-1, con Maggio, Fernandez, Albiol e Armero a protezione del brasiliano Rafael (opposto all'omonimo e connazionale estremo difensore gialloblu). In mezzo spazio a Inler e Dzemaili, con Callejon, Pandev e Mertens alle spalle di Higuain. Inizialmente fra le riserve, invece, Hamsik, Britos, Insigne e Zapata. Dopo i primi venti minuti dell'effervescente gara, comandati dagli scaligeri, il Napoli, che fino a quel punto si era difeso con mestiere, ha ingranato una marcia in piu' e ha cominciato a stringere alle corde i giocatori veronesi. Al 25', su un cross dalla sinistra di Armero, Higuain ha calciato con violenza, trovando pero' la buona risposta del Raffael gialloblu. E' stato il preludio al gol del vantaggio degli azzurri, firmato da Mertens, al 27' con un destro a girare chirurgico, terminato imparabilmente all'angolino. Dieci minuti dopo Higuain, con un destro in diagonale, ha sfiorato il 2-0; al 43', infine, ci ha provato Callejon, con una conclusione simile a quella del "Pipita"; ma Rafael ha salvato i padroni di casa. La ripresa e' stata ancora piu' intensa. Al 4' Toni ha sparato centralmente da buona posizione; al 9' Pandev, al volo, ha spedito la sfera alle stelle, sciupando la piu' ghiotta delle occasioni per il raddoppio. A emularlo, all'11' e al 19', rispettivamente Dzemaili, stoppato dal portiere veronese, e Mertens, che ha sfiorato la doppietta personale, con un altro destro a girare, terminato fuori di un soffio. Il colpo del ko (lo 0-2) e' giunto, poi, al 27' con la prima rete stagionale in campionato del neo entrato Insigne, abile a sfruttare al meglio un assist al bacio di Maggio, in forma "mundial". Quattro minuti dopo, infine, e' arrivato il 3-0, realizzato con un facile tap in da Dzemaili. Un parziale eccessivo, che, per quanto visto durante la gara, ha premiato fin troppo il Napoli e ha penalizzato oltremodo i combattivi padroni di casa.

Torino - Fiorentina 0-0 - E' terminato in parita', a reti inviolate, il lunch match fra il Torino e la Fiorentina. Su un terreno scivoloso e insidioso, all'Olimpico di Torino, le due formazioni si sono affrontate a viso aperto, dando vita a una gara intensa e vibrante, al termine della quale e' mancato soltanto il gol. Nei padroni di casa, orfani degli indisponibili Larrondo, Immobile, El Kaddouri e Masiello e degli squalificati Vives e Gillet, Giampiero Ventura ha puntato sul consueto 3-5-2, lasciando inizialmente in panchina Bovo, Brighi, Meggiorini e il nuovo acquisto Tachtsidis e a casa (non convocato) il partente D'Ambrosio. In campo, invece, spazio al trio difensivo Maksimovic, Glik, Moretti; a Basha, Gazzi e Farnerud nella zona nevralgica e a Barreto in avanti, a far coppia con Cerci. Negli ospiti, privi degli infortunati Gomez e Rossi, Vincenzo Montella ha optato per il modulo 4-3-3, con Tomovic, Gonzalo Rodriguez, Savic e Roncaglia in difesa; con Matias Fernandez, Pizarro e Borja Valero (che oggi ha festeggiato il 29esimo compleanno) a centrocampo e con l'anomalo tridente composto da Cuadrado, Jaquin e dal "finto 9" Ilicic. In avvio si sono accomodati fra le riserve, invece, Ambrosini, Vargas e Aquilani. La partita da subito e' stata caratterizzata da continui ribaltamenti di fronte. Nel primo tempo Cerci ci ha provato in quattro occasioni, al 2', al 20', al 23' e al 40', trovando sempre pronte risposte e chiusure attente di Neto. In altrettante occasioni si sono resi pericolosi i viola. Al 9' Padelli ha detto no a Fernandez, autore di una bella punizione a girare. Al 15' Jaquin e' andato via sulla destra e ha crossato al centro, dove Roncaglia, al volo, da buona posizione, ha spedito la sfera sopra la traversa. Al 32', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, lo stesso Jaquin ha mancato l'appuntamento col gol. Al 44', infine, Borja Valero ha sfiorato il palo con una bella conclusione al volo, su cross perfetto di Cuadrado. Lo spagnolo ha provato a festeggiare al meglio il suo compleanno anche nella ripresa, al 6', con un tiro potente, sul quale Padelli si e' fatto trovare nuovamente pronto per la respinta. Due minuti dopo l'inesauribile Cerci, dopo una classica galoppata, ha sferrato un diagonale di destro insidioso; ma Neto ha salvato i viola, deviando il pallone in corner. Al 19', poi, l'estremo difensore dei gigliati, su un'altra ripartenza dei granata, ha chiuso la porta anche a Barreto, autore di una bella conclusione di sinistro, molto angolata. Al 35' e' arrivata dunque l'occasione piu' ghiotta per i padroni di casa: su un cross di Cerci, il neo entrato Meggiorini, a due passi da Neto, ha calciato al volo di sinistro, mancando pero' il bersaglio. Giusto nel complesso il risultato finale del match, nel quale le due formazioni hanno dimostrato ancora una volta di giocare un buon calcio e di non rinunciare mai a provare a ferire l'avversario.

Atalanta - Catania 2-1 - Per almeno venti minuti i piedi buoni degli etnei fanno girare la testa ai nerazzurri, che, poco lucidi, non riescono ad azzeccare due passaggi di fila e si affidano a lanci fuori misura per il solissimo Denis. Eloquente il dato sui corner alla mezzora: 8-1 per gli etnei. Al 30' il Catania ha la grande chance per sbloccare la partita: verticalizzazione chirurgica di Bergessio per Castro che si allunga troppo il pallone, l'esordiente Sportiello attende il momento giusto per l'uscita e lo fa suo. L'Atalanta si affaccia dalle parti di Frison soltanto al 36' con la sponda di Stendardo per il sinistro al volo di Brienza, palla a lato. Nel finale di tempo i nerazzurri riescono ad allentare la morsa degli avversari e ci provano ancora con una botta al volo di Benalouane, deviata in angolo, e con un colpo di testa di Brivio, alto. All'intervallo Colantuono deve essersi fatto sentire perche' i suoi iniziano la ripresa con un altro piglio mentre il Catania si squaglia e sparisce dal campo. L'Atalanta va vicina alla rete gia' al 10' con Bonaventura, che aggira l'intera difesa avversaria e scarica un diagonale di destro sul quale Frison e' costretto a superarsi. Due minuti dopo Stendardo colpisce di testa su angolo, Lodi salva sulla linea con un sospetto tocco con il braccio. Il rigore per i nerazzurri arriva al 21', quando Biraghi, fin li' tra i migliori, commette un fallo molto ingenuo entrando in ritardo su Bonaventura. Denis trasforma dagli undici metri ed e' 1-0. Nel frattempo sull'Atleti Azzurri d'Italia cala una fitta nebbia che mette a rischio la regolarita' del match. La nebbia cala anche sul gioco delle due squadre che dopo il vantaggio nerazzurro battagliano a centrocampo senza troppo costrutto. Soltanto il finale regala qualche emozione, con ben due reti. Al 42' Maxi Moralez prova a chiudere i giochi. L'argentino trova un'autostrada sulla destra e scappa via in contropiede, rientra sul tentativo disperato di recupero di Spolli e infila Frison col sinistro. Il Catania la riapre proprio allo scadere con Leto, che mette dentro (in netto fuorigioco) un tiro-cross dalla destra. Ma l'errore di Massa e' in parte giustificato dalla scarsa visibilita'. Finisce cosi', 2-1, con i nerazzurri che ritrovano i tre punti dopo sei giornate (non vincevano dalla dodicesima, un altro 2-1 al Bologna). I rossazzurri pagano un secondo tempo al risparmio: ma l'attuale posizione in classifica non consente simili rilassamenti.

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