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Inter, Mkhitaryan verso il rinnovo: ingaggio ridotto ma resta al centro del progetto

Il centrocampista armeno pronto a prolungare con il club nerazzurro. Ingaggio ridotto ma ruolo ancora centrale

Inter, Mkhitaryan verso il rinnovo: ingaggio ridotto ma resta al centro del progetto

Henrikh Mkhitaryan può restare all’Inter con un rinnovo breve e un ruolo più mirato. A 37 anni non cerca una passerella: vuole ancora campo, trofei e uno spogliatoio da guidare.

Mkhitaryan-Inter, il sì che profuma di continuità

Henrikh Mkhitaryan non ha fretta di uscire di scena. L’Inter sta valutando il prolungamento del centrocampista armeno, oggi in scadenza, con l’idea di un contratto annuale e un ruolo da guida tecnica dentro uno spogliatoio che Chivu dovrà accompagnare verso una nuova fase. Secondo le ultime ricostruzioni, il giocatore può accettare una soluzione al ribasso pur di restare in nerazzurro.

Mkhitaryan non è più il calciatore da spremere per cinquanta partite. È un veterano da usare bene. Mezzala quando serve ordine, uomo da gestione nei finali caldi, titolare nelle gare in cui l’Inter ha bisogno di letture pulite più che di strappi continui. A 37 anni ha ancora testa, piede, postura. Non corre per impressionare. Corre dove serve.

La sua storia con l’Inter ha già superato le previsioni iniziali. Arrivato nel 2022 dopo la Roma, ha conquistato Inzaghi, tifosi e compagni con una semplicità rara: gioca quasi sempre bene. Pochi fronzoli, pochissime pause mentali, capacità di scegliere quando accelerare e quando addormentare il possesso. Per una squadra che cambia guida tecnica, trattenere un profilo del genere significa non buttare via memoria, abitudini e leadership.

Il rinnovo pesa poco, il ruolo pesa tanto

Il contratto fino al 2026 era stato ufficializzato dall’Inter dopo una stagione e mezza ad alto livello, con il giocatore che aveva raccontato la sua felicità ai canali del club. Adesso il discorso è diverso. Un rinnovo ulteriore avrebbe senso solo con cifre più leggere e minutaggio gestito. La linea Oaktree spinge verso una rosa più giovane, ma Mkhitaryan può essere l’eccezione se il costo resta controllato.

L’impatto sul bilancio dipende dallo stipendio. Un annuale ridotto permette all’Inter di conservare esperienza senza bloccare investimenti su profili come Koné o Curtis Jones. Il club non deve comprare cartellino, non carica ammortamento, non affronta commissioni da grande operazione. Paga ingaggio e contributi, in cambio di un giocatore che conosce già ambiente, compagni, pressioni e partite europee.

La scelta può anche aiutare Chivu. Un allenatore giovane, chiamato a gestire campioni e veterani, ha bisogno di alleati silenziosi. Mkhitaryan parla poco, ma il suo modo di allenarsi ha valore. In uno spogliatoio pieno di nazionali, il rispetto non si conquista con le frasi. Si conquista presentandosi ogni giorno con la stessa serietà.

Inter o stop: l’armeno non cerca scorciatoie

Dalla Spagna era arrivata anche la ricostruzione di un Mkhitaryan orientato a chiudere la carriera all’Inter, senza inseguire campionati esotici o finali dorati lontano dall’Europa. In un’intervista citata da Cadena SER, il giocatore aveva indicato l’Inter come ultima squadra prima del ritiro.

Per il tifoso nerazzurro, questo conta. In un calcio in cui tutto sembra negoziabile, Mkhitaryan conserva una forma antica di appartenenza professionale. Non è cresciuto nell’Inter, ma l’ha scelta nel tratto finale della carriera e le ha dato più di quanto molti immaginavano. Chivu quindi potrà chiedere gambe nuove al mercato, con Marotta pronto a investire fino a 40 milioni in mediana anche grazie alla qualificazione in Champions League. Per la difesa, invece, il primo nome è quello di Marco Palestra dell’Atalanta.

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