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balotelli modificato 30

Di Alberto Foà

Dunque l’Italia di Prandelli e Balotelli ha domato il Mexico. Bene, cioè ci mancava altro visto che già prima della partita si pensava che il Mexico non fosse esattamente la più forte tra le squadre partecipanti alla Confederations Cup, durante veniva da chiedersi se non fosse la più debole e dopo ci si potrebbe tranquillamente dare la risposta, chiara e tonda come il lato B di chi dico io…
Invece, per la nazionale degli “elli”, media e giornali sprecano sperticate e immotivate lodi, pronti a dimenticare – se non negare del tutto – di averle detto dietro, scritto e urlato ogni mal di Dio solo qualche giorno fa, dopo l’imbarazzante pareggio strappato ai dilettanti di Haiti.

Chiusa la premessa, per entrare nel merito del match, ho solo cinque considerazioni da fare

1) che Pirlo fosse – e probabilmente ancora sia - giocatore determinante lo sapevano anche i sassi e chissà che beep è passato per la pelata di Galliani quando lo ha impacchettato e spedito a Torino come si fa con quei cavalli bolsi che appena ti fanno un’offerta gli regali anche capezza e trasporto pur di non dare il tempo all’acquirente di ripensarci

2) alcuni scatti, intesi come di nervi, di Balotelli fanno davvero sorridere ma anche seriamente dubitare delle capacità neutronali del bomber e dell’affidabilità in campo, nel senso che con un arbitro in gamba – magari disposto a farsi sospettare di razzismo dal cretino di turno – la squadra dove Balotelli gioca non finirebbe una partita in 11 e spesso, al completo, non arriverebbe nemmeno all’11mo minuto

3) al posto di Rodriguez, nel Mexico, potevano mettere il Sergente Garcia che sicuramente avrebbe fatto meno danni e sarebbe stato meno impacciato

4) la giovane Italia è tutt’altro che giovane ma soprattutto è veramente lenta, tanto che perfino il Messico ogni tanto pareva veloce

5) nemmeno la vittoria nel torneo e il trionfo ai Mondiali dell’anno prossimo può valere il doversi sciroppare le cronache – e i cronisti, perché delle due l’una o sono completamente scemi o pensano che lo siano gli italiani, meglio ancora, cioè peggio, le due cose insieme – della Rai quando gioca la Nazionale.

Intanto, il Brasile di Neymar, ha liquidato il Giappone di Zaccheroni con la stessa elementare naturalezza mista gioia di quando sei a letto con la donna che ami e non c’è schema che tenga, o difesa, perché la felicità è disarmante e la classe è improvvisazione, talento, arte. Niente da aggiungere sull’argomento, tranne che prima della partita ci sono stati scontri, a Brasilia, tra la polizia e circa duemila manifestanti che protestavano per le spese – secondo loro folli – che il Governo ha sostenuto per la sicurezza ai prossimi Mondiali.
La situazione è quasi degenerata e sfuggita di mano ai vigilantes, mentre il Governo, dal canto suo, ha subito chiarito che “si trattava di una protesta che non aveva niente a che vedere col calcio e comunque il mondo poteva stare tranquillo perché per i Mondiali in termini di sicurezza si è pensato a tutto e si è pronti a rispondere a qualsiasi minaccia aerea, di terra, di mare e/o marziana che si presentasse”.
Ora, a parte che come dicevo contro un certo tipo di attacchi e attaccanti – vedi Messi o i kamikaze, che il primo quando gioca a pallone di più bello c’è solo “Dilly” (cioè il culo della mia ragazza) quando cammina in costume e ai secondi cosa vuoi fare se li ammazzi gli fai un piacere –  non c’è difesa, suppongo che per quel “si è pensato tutto e si è pronti a rispondere a qualsiasi minaccia di terra, di mare e di cielo” si siano effettivamente sostenute delle spese, più o meno folli, a seconda di come la guardi o meglio ancora, cioè peggio, di come la vedi.   
 

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