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Juve campione, Andrea Agnelli dedica ad Allegri: "Max hai le palle!"

 "Prendere in mano la squadra il 15 luglio e riportarla alla vittoria, e' per fare questo che ci vogliono le palle! Grazie Max, #finoallafine". Con questo tweet il presidente della Juventus Andrea Agnelli festeggia su twitter il quarto scudetto di fila della sua squadra, elogiando il suo allenatore.

Il riferimento al 15 luglio è quando il tecnico livornese iniziò la sua avventura a Vinovo, a poche ore dall'addio di Antonio Conte, tra lo scetticismo di una parte della tifoseria bianconera e dovendo motivare una squadra e un ambiente che veniva da tre titoli consecutivi e rischiava l'assuefazione. Allegri ci è riusciuto, portando la Juve anche in semifinale di Champions league, dove mancava da più di dieci anni.

Juve campione, scettici zittiti; la rivoluzione Allegri - Sputi e calci come accoglienza in un caldo giorno di luglio e oggi eroe. E' la strana (ma non troppo) storia di Massimiliano Allegri. Scelto in fretta e furia da Agnelli e Marotta dopo il divorzio improvviso da Conte a ritiro iniziato, il 47enne tecnico livornese e' arrivato nello scetticismo generale dei tifosi, nonostante una carriera che lo aveva visto fare bene con Sassuolo, Cagliari e soprattutto Milan. "Convincero' i tifosi con i risultati", era stata la sua promessa in occasione della presentazione. E l'ha mantenuta. E' entrato in punta di piedi nello spogliatoio bianconero, ha ricucito lo strappo che si era consumato con Pirlo durante la comune esperienza rossonera e ha avviato la sua rivoluzione in modo 'gentile'.

Sfatando un luogo comune del suo percorso da tecnico (partenza lenta e poi stagione in crescendo), Allegri ha iniziato subito alla grande, ripartendo da quelle che erano le certezze costruite da Conte nei suoi tre anni. Il modulo e' rimasto lo stesso, il 3-5-2, ma ne ha cambiato la filosofia di base: via aggressivita' e verticalizzazioni, dentro la gestione piu' calma delle gare e tanto possesso palla.Ha permesso alla Juve di maturare e poi, quando e' arrivato il momento decisivo della stagione - il match con l'Olympiacos da dentro o fuori in Champions - ha messo finalmente il suo timbro, passando al 4-3-1-2 e schierando contemporaneamente i quattro moschettieri di centrocampo, Pirlo, Marchisio, Pogba e Vidal. Da quel momento la Juve ha cambiato marcia, anche in Europa, spingendosi, anche con un po' di fortuna nel sorteggio, fino alle semifinali, traguardo che mancava dal 2003. E in Coppa Italia e' in piena corsa per la stella d'argento che a Torino inseguono da tanto tempo, grazie anche all'incredibile rimonta sulla Fiorentina pur rinunciando a diversi titolari. I meriti di Allegri sono tanti: ha saputo proteggere e lanciare Morata al momento giusto, ha fatto salire di livello Pogba e Marchisio, ha sfruttato bene Tevez portandolo anche a giocare in maniera diversa senza pero' comprometterne l'efficacia (nel 3-5-2 l'Apache si e' spesso ritrovato a partire da piu' dietro) ma ha soprattutto trasmesso tranquillita' e fiducia alla squadra, dimostrando che ci sono anche altri modi per vincere, senza necessariamente spingere a mille per tutti i 90 minuti.

Il tecnico livornese si e' anche dimostrato un ottimo 'gestore', riuscendo a conquistare tutti nello spogliatoio e portando anche nuovi stimoli, necessari dopo la fine del ciclo Conte. E i calciatori, dal canto loro, si sono subito messi a disposizione della nuova guida, anche per dimostrare che i recenti successi non erano solo frutto dell'attuale ct della Nazionale. Vittoria dopo vittoria, i 'vedovi' di Conte hanno trovato consolazione e con la Juve ancora in corsa su due fronti, Allegri ha la grossa chance di scrivere una pagina importante della storia bianconera. La rivoluzione continua.

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