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Mancini e FIGC sotto pressione, Cairo: “La Serie A voleva Conte CT”

Il presidente del Torino svela il retroscena, Franco Carraro alimenta la narrazione sul dibattito sulla scelta di Giovanni Malagò

Mancini e FIGC sotto pressione, Cairo: “La Serie A voleva Conte CT”
Urbano Cairo

Il nuovo corso della Figc continua a essere bersaglio di critiche sempre più esplicite. Da Urbano Cairo a Franco Carraro, il messaggio è lo stesso: il percorso che ha portato alla nuova Nazionale continua a sollevare interrogativi. Il margine di errore, con la Nations League alle porte e una qualificazione mondiale da non fallire, è ormai ridotto al minimo.

Urbano Cairo: “Conte era la prima scelta della serie A”

Il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha ricostruito le tappe della vicenda culminata con il ritorno di Roberto Mancini confermando tutte le indiscrezioni raccolte nelle scorse settimane. Il progetto iniziale con Paolo Maldini come direttore tecnico, ma il percorso si è interrotto tra la scelta del commissario tecnico e le tensioni legate al dossier dello sponsor russo nel settore delle scommesse. Il numero uno del calcio ha incassato la fiducia, ma a tempo: il nuovo corso sarà giudicato esclusivamente dai risultati anche perché, come ribadito dallo stesso Cairo, la soluzione preferita della Lega serie A sarebbe stata Antonio Conte, considerato il profilo ideale per imprimere una svolta immediata grazie all’esperienza maturata proprio alla guida della Nazionale.

Franco Carraro rincara la dose: “La fine del rapporto con Maldini non è chiara

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Franco Carraro ha un legame molto forte con la famiglia Maldini: ha conosciuto Paolo e Cesare

Alle perplessità di Cairo si aggiungono quelle di Franco Carraro. L’ex presidente della Figc ha svelato il retroscena del rapporto tra Giovanni Malagò e Paolo Maldini. A suo avviso, una serie di equivoci legati dalla scarsa conoscenza reciproca. Era noto che l’ex dirigente del Milan interpretasse il compito affidatogli con autonomia totale. Carta bianca e leadership assoluta. Esattamente come il presidente della FIGC intende il proprio ruolo, a tal punto da prendere la decisione di Mancini contro la componente che l’ha proposto e posto alla guida del calcio italiano. Il timore che la figura e il peso di Maldini potesse ridurre il ruolo decisionale del presidente federale all’interno della nuova struttura organizzativa, secondo Carraro, unito al caso Pirlo, ha chiuso il cerchio.

Mancini atteso al varco: Nations League già decisiva per il ranking e il futuro

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Roberto Mancini torna a guidare la nazionale in Nations League: esordio il 25 settembre con il Belgio all’Olimpico

Quanto basta per prendere atto che il dibattito legato attorno alla nuova gestione federale sia tutt’altro che archiviato. Il ritorno di Mancini non ha evidentemente ricompattato il calcio italiano e le divisioni emerse nelle settimane della scelta del commissario tecnico restano sul tavolo: saranno i risultati della Nazionale a stabilire se la scelta sul Mancini bis sarà stata quella giusta o se le critiche di queste settimane rappresentavano il segnale di una frattura destinata ad allargarsi. In questa ottica la Nations League (tutt’altro che una passeggiata, con l’Italia inserita nel girone con Francia, Belgio e Turchia) è il primo vero banco di prova: i risultati determineranno non solo il ranking, decisivo in ottica sorteggio Europeo, ma anche l’immediato futuro e la credibilità del commissario tecnico.