La Figc ha sciolto le riserve, ma ha perso un po’ di fiducia di una delle componenti. La nomina di Roberto Mancini a ct della Nazionale lascia in eredità più di qualche malumore. In seno alla Lega Serie A resta il malumore nei confronti del neo presidente federale Giovanni Malagò: la sua scelta è considerata (troppo) indipendente rispetto alla componente che lo ha portato in FIGC.
Malagò – Mancini, la Serie A ingoia il rospo: voleva Conte
L’elezione di Malagò alla guida della FIGC è figlia della Lega Serie A. Nello scorso aprile la componente sostiene la sua candidatura e lavora di ago e filo con Allenatori e Calciatori per cucirgli addosso il ruolo di presidente federale. Un’alleanza costruita sulla promessa di una gestione condivisa legata alle grandi scelte strategiche del calcio italiano. Disattesa dalla nomina di Roberto Mancini. Scelta che lascia amaro in bocca e più di qualche rospo da ingoiare ai presidenti dei club. Non tanto per il valore tecnico del ct, quanto per il metodo utilizzato. La Serie A non ha digerito il modo: si è trovata davanti al fatto compiuto, senza nessun confronto preventivo o condivisione su una decisione destinata a segnare il futuro della Nazionale.
Il retroscena: più della scelta non è piaciuto il modo

Il dissenso è stato espresso dal presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli. Un intervento descritto dai toni tutt’altro che morbidi. Il senso è chiaro: il presidente federale ha il diritto di scegliere il commissario tecnico, ma ha anche il dovere politico di ascoltare le componenti che rappresentano il sistema, a partire proprio dalla Serie A. Malagò respinge l’obiezione: il repentino cambio di rotta verso la nomina di Roberto Mancini è stato imposto dagli sviluppi legati agli ultimi, convulsi, giorni. La serie A ne prende atto, ma non condivide, anche perché i club spingevano per Antonio Conte preferenza che non è mai stata presa in considerazione dai vertici federali.
La Nazionale di Roma Nord: malcontento ma nessuna guerra

All’uscita del consiglio, qualcuno ha ribattezzato il nuovo staff azzurro Nazionale di Roma Nord. Ogni riferimento al Circolo Canottieri Aniene, centro sportivo frequentato dal presidente della Figc, l’attuale CT Roberto Mancini e il neo dt Claudio Ranieri non è sembrato assolutamente casuale. L’unica certezza è che dopo il caos di queste ultime settimane, nessuno vuole trasformare il malcontento in una guerra istituzionale. La Lega serie A ha scelto la linea della responsabilità e dell’unità, come dimostra la nota diffusa da Simonelli, nella quale arrivano gli auguri di buon lavoro a Mancini e a Claudio Ranieri e il sostegno ufficiale alle decisioni del presidente federale. Dietro la diplomazia, però, c’è e resta aperta una ferita politica. Da ricucire sul campo o accontentando la A da adesso in poi.

