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L’ex giocatore del Milan, a proposito della squalifica di Mexes e sul momento del Milan, ha parlato ai microfoni di Tiki Taka il programma di approfondimento calcistico in onda il lunedì su Italia 1: “Philippe è uno dei miei migliori amici, lui vuole sempre dare tutto e sicuramente ha esagerato. Le 4 giornate di squalifica sono giuste, si deve calmare un po’. Anche se può capitare in partite del genere di perdere la testa. Non mi aspettavo il Milan a meno 13: hanno iniziato male ma li conosco, sono una squadra molto forte e quest’anno faranno bene. Anche l’anno scorso abbiamo cominciato così così e poi siamo arrivati in Champions”. Boateng prosegue parlando della sua partenza dal Milan e delle difficoltà che sta incontrando Matri in maglia rossonera: “Sono io che ho chiesto di andare via dal Milan, per una questione tattica ma anche per altri motivi. Per quanto riguarda Matri, posso dire che è sempre difficile entrare in una squadra nuova, con compagni e schemi diversi. Lui ora ha gli occhi di tutti addosso, un po’ di pressione, ma è un grande giocatore e appena riuscirà a sbloccarsi farà bene”. A proposito dei casi di razzismo in Italia, l’ex centrocampista del Milan non ha grandi dubbi: “L’ho già detto e lo ripeto: non penso che l’Italia sia un paese razzista, c’è soltanto qualche idiota che va allo stadio e si diverte così. A volte ripenso a quello che è successo a Busto Arsizio contro la Pro Patria: il pensiero è brutto, ovviamente, non capisco come nel 2013 possano ancora accadere queste cose”. Boa conclude parlando di Massimiliano Allegri: “Mi ha dato fiducia lasciando in panchina campioni del calibro di Ronaldinho, Seedorf e Gattuso. Per me è l’uomo giusto per il Milan per uscire dai guai”.

Galliani, "abolire discriminazione territoriale" - "Capisco il razzismo, ma la norma sulla discriminazione territoriale va abolita: tutti i presidenti sono d'accordo con me e ho gia' chiamato Abete per dirglielo". Lo ha detto al termine dell'Assemblea della Lega Calcio, dopo aver appreso della sanzione commutata dal giudice sportivo della chiusura di San Siro in occasione di Milan-Udinese a causa dei cori razzisti, l'ad del Milan Adriano Galliani. "Credo che norme di questo genere vadano cancellate, non si capisce perche' ci siano solo in questo Paese. Quando gli stadi sono gia' vuoti chiuderne uno e' politicamente perfetto, fantastico. Mi sembra geniale come norma, in un paese dove gli stadi sono vecchi, obsoleti e non ci va nessuno, chiudere uno stadio e' geniale" ha aggiunto. "Abete ha detto che ci penseranno, io credo che le norme di questo genere debbano essere cancellate... Non posso dire l'aggettivo che penso altrimenti l'avvocato dice che mi squalificano"

"Tutti i presidenti la pensano come me - ha proseguito Galliani - mi sono affrettato a chiamare il presidente Abete per chiedergli ragione, se pensa che sia giusto mantenere questa norma. Io chiedo che questa norma sia abolita. Capisco il razzismo, problema grave del mondo, ma anche la discriminazione territoriale....". Galliani afferma di non aver sentito cori razzisti dalla curva del Milan. "Io sentivo solo tanti cori contro Balotelli, altri no, poi la norma sulla discriminazione territoriale c'e' solo in Italia. Nella curva del Milan c'erano 872 persone, il comunicato parla di centinaia di tifosi che intonavano cori di discriminazione territoriale. Ieri sera, addirittura nessun giornale o tv ha sentito quei cori. Io ero allo Juventus Stadium e non li ho sentiti, perche' probabilmente non c'e' stato nulla. Sarebbero stati sentiti da alcuni funzionari della procura federale. Forse li hanno sentiti in bagno, al bar o non so dovea Ò adesso mi prendero' una squalifica anche io, ma non per discriminazione territoriale. Ammesso che ci siano stati questi cori che nessuno ha avuto il piacere di sentire, la prossima volta e' partita persa e volendo anche penalizzazione: se 50 persone si mettono d'accordo uccidono una societa' facendo cori di discriminazione razziale o territoriale, se e' una norma di buon senso lo lascio decidere ai lettori, oltretutto sei in trasferta e non puoi controllare i tifosi". Il Milan fara' ricorso, mentre non lo fara' su Mexes: "Per Mexes non faremo ricorso perche' si e' comportato male. Il Milan crede di comportarsi bene, lo ha dimostrato con Balotelli e Mexes. Non per fare i primi classe ma perche' chi sbaglia paga e viene punito, ma questi sono fatti interni".

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