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Milan News
Coronavirus, Iss: "Mascherine fatte in casa? Ok. 5,1% dei casi è straniero"

Fase 2, Iss: "Al vaglio forme limitate di partecipazione"

"Stiamo valutando forme di partecipazione con numeri limitati di persone in luoghi confinati, previo rispetto delle regole e con un percorso di garanzia, dalla fasce orarie agli ingressi. Tutti gli eventi, e dunque anche le cerimonie religiose, se con determinate regole, man mano che evolve la fase 2 potranno essere organizzate". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', Silvio Brusaferro, nel punto stampa all'Iss sull'andamento dell'epidemia.

Fase 2, Iss: per cittadini ok anche mascherine fatte in casa 

"A livello di popolazione generale quello che viene raccomandato a livello internazionale e' che le mascherine devono essere multistrato e uno puo' anche confezionarle in proprio", fermo restando che invece i modelli piu sofisticati Ffp2 e Ffp3 sono per uso diverso. 

Fase 2, Iss: immagini Milano preoccupano 

Le immagini di Milano con i Navigli affollati all'ora dell'aperitivo "preoccupano, dobbiamo ricordarci che le regole restano le stesse: rispettare la distanza fisica, evitare le aggregazioni, lavarsi frequentemente le mani, usare le mascherine in luoghi chiusi e all'aperto se si parla con qualcuno". 

Fase 2, Iss: folla Navigli? Se molliamo rischio nuovo aumento 

"La fase 2 e' molto delicata, e' importante che il Paese riparta ma non e' che siccome siamo in fase 2 il virus ha cambiato la sua identita' e le sue caratteristiche. Ha la stessa modalita' di trasmissione. Se andiamo a creare aggregazioni e a violare alcune regole, che ci hanno consentito di far respirare il sistema sanitario, se c'e' insomma rilassamento dei comportamenti individuali, questo puo' facilitare la nuova circolazione, potremmo andare a censire eventuali aumenti dei casi" ha sottolineato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', Silvio Brusaferro, nel punto stampa all'Iss sull'andamento dell'epidemia, in merito alle immagini di ieri da Milano con i Navigli affollati all'ora dell'aperitivo. "L'appello e' quello certamente di poter uscire - ha aggiunto - fare attivita' fisica, godere delle belle giornate ma dobbiamo evitare aggregazioni e aperitivi, magari senza mascherine. Dobbiamo imparare a vivere per i prossimi mesi con questo virus e riuscire a contenerlo". 

Fase 2, Iss: stranieri non si ammalano fake news, 5,1% casi 

"I dati sulla popolazione straniera non sono di facilissima interpretazione. C'e' stata molta aneddotica riguardo al Covid negli immigrati, giravano fake news secondo cui gli stranieri si ammalano di meno. In Italia il 5,1% dei casi diagnosticati riguardano individui di nazionalita' straniera". 

Fase 2, Iss: stranieri non si ammalano fake news, 5,1% casi 

"Il rischio di essere notificato come caso per gli stranieri tende a essere piu' basso rispetto agli italiani - ha proseguito Rezza - ma se vediamo invece il rischio di ospedalizzazione rispetto a un italiano vediamo che negli stranieri e' 1,4, piu' elevato rispetto agli italiani. Anche rispetto all'accesso alla terapia intensiva il dato e' piu' alto negli stranieri. Vuol dire che uno straniero che ha una malattia meno grave ha una piu' bassa possibilita' di essere notificato. Invece c'e' un maggior ricorso all'ospedalizzazione". Quanto ai decessi, "il rischio sale soprattutto negli stranieri che provengono da Paesi a basso reddito". 

Fase 2, Iss: su calcio valutazioni Cts, no riapertura stadi 

Sulla possibile ripartenza del calcio "il comitato tecnico-scientifico sta valutando e sta prendendo in considerazione i protocolli che la Figc sta analizzando, quando ci sara' completezza su tutti i dati disponibili il comitato prendera' una posizione" ha aggiunto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', Silvio Brusaferro. Quanto agli stadi, "e' un grande affollamento di persone, e' difficile immaginare riempire gli stadi, e' un raduno di massa e al momento epidemico attuale, sebbene positivo, non si puo'. E' stato consentito l'allenamento individuale, ora valutando l'andamento epidemiologico e guardando i protocolli che ci vengono sottoposti cercheremo di dare una risposta appropriata e sostenibile. Tenendo conto che viviamo in un contesto europeo dobbiamo cercare di armonizzarci". 

Fase 2, Iss: tasso contagio tra 0,5 e 0,7

Il tasso di contagio R0 "risulta attualmente sotto il valore 1 ed è compreso fra 0,5 e 0,7". Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel punto stampa all’Iss sull’andamento dell’epidemia. 

Fase 2, Iss: indici R0 Regioni,da Marche (0,2) a Sicilia (1,1)

L'indice di contagio del Covid-19, il famoso 'R con 0' (o più propriamente Rt) si assesta in Italia intorno allo 0,5-0,7 di media: vuol dire che un malato ne contagia in media meno di uno. Ma le differenze tra Regione e Regione ci sono, e tenendo presente solo questo indice (quindi non i casi totali, che notoriamente sono concentrati prevalentemente in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna) emergono delle sorprese. Stando al report diffuso oggi dall'Istituto Superiore di Sanità e redatto con la Fondazione Bruno Kessler, a oggi la Regione più virtuosa è le Marche, con un tasso di contagio di 0,29.

Servono più di tre malati, insomma, per contagiarne un quarto. A salire, si arriva a 0,42 del Molise, a 0,44 che accomuna sia Trento che Bolzano, e a 0,48 della Sardegna. La Lombardia segna uno 0,57, più del Piemonte, che nonostante la crescita più marcata delle scorse settimane si attesta su un tasso di 0,53, stesso dato del Veneto e dell'Emilia Romagna. Le Regioni più colpite, insomma, hanno oggi un indice di contagiosità a cavallo della media nazionale, forse persino sotto. In fascia media si collocano la Toscana e la Campania con 0,60, e Lazio e Liguria, rispettivamente con un tasso di 0,62 e 0,65, mentre a salire si trovano l'Abruzzo con 0,75, la Calabria con 0,80, l'Umbria con 0,83 e la Basilicata con 0,88.

Gli indici di contagio peggiori riguardano la Puglia con 0,96 e la Sicilia che addirittura supera la fatidica soglia dell'1, per l'esattezza 1,12, ma l'Iss precisa che "in Sicilia sono sono segnalati pochi casi di infezione con trend in riduzione nell’ultima settimana. L’Rt leggermente leggermente superiore ad 1 potrebbe riflettere pregressi focolai limitati e di per se' non implica un aumento diffuso di di trasmissione". 

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