Il pareggio contro la RD Congo ha aperto il primo fronte interno del Mondiale portoghese. I sostenitori di Cristiano Ronaldo accusano alcuni compagni di averlo cercato poco in campo, mentre la stampa lusitana discute il suo ruolo da titolare intoccabile.
Martínez lascia CR7 in campo per 90 minuti, i tifosi accusano i compagni sui social
Il Portogallo ha cominciato il suo Mondiale 2026 con un pareggio contro la Repubblica Democratica del Congo e la discussione si è spostata subito su Cristiano Ronaldo. Il risultato ha acceso i tifosi del numero 7, che dopo la partita hanno invaso i profili social di diversi nazionali portoghesi.
Nel mirino sono finiti Bruno Fernandes, Vitinha, João Neves e Pedro Neto. Molti commenti pubblicati su Instagram accusano i compagni di non aver servito abbastanza Ronaldo durante la gara. Altri spingono l’accusa più avanti e parlano di gelosie, invidie o scarso riconoscimento del suo ruolo nella Nazionale.
La polemica è diventata un problema per Roberto Martínez, che contro la RD Congo ha lasciato Ronaldo in campo per tutti i 90 minuti. Una parte dei tifosi difende ancora il capitano come simbolo assoluto del calcio portoghese. Un’altra parte ritiene che l’attaccante dell’Al Nassr non possa più essere considerato automaticamente un titolare fisso, soprattutto in una squadra con tanti giocatori abituati a reggere ritmo e possesso nei principali club europei.
Vítor Pinto, vicedirettore del quotidiano sportivo Record, ha descritto il clima con parole nette: “Questa situazione dimostra il rischio di una sorta di guerra civile all’interno della Nazionale. Qualsiasi critica rivolta a Cristiano Ronaldo genera reazioni estreme e una forte polarizzazione”.
Le critiche hanno coinvolto soprattutto João Neves. Alcuni tifosi gli attribuiscono frasi secondo cui Ronaldo sarebbe ormai “un giocatore come gli altri” nel gruppo, pur nel rispetto della sua carriera. Il centrocampista è stato accusato anche di non aver cercato abbastanza il capitano nel debutto mondiale.
Le accuse di boicottaggio hanno allargato lo scontro. Una parte dell’opinione pubblica sostiene che più giocatori abbiano evitato di servire Ronaldo in modo deliberato. Vítor Pinto respinge questa lettura: “Non credo che ci sia stato alcun boicottaggio nei confronti di Cristiano Ronaldo, e questo va chiarito subito. Non c’è stata alcuna azione organizzata contro di lui all’interno della Nazionale. È vero però che il Portogallo non è riuscito a collegarsi efficacemente con il proprio centravanti e non ha sviluppato una strategia offensiva capace di valorizzarlo”.
Il dibattito su Ronaldo accompagna il Portogallo da anni, ma il Mondiale rende ogni scelta più esposta. Nuno Saraiva, editorialista di A Bola, ha pubblicato un commento dal titolo: “Grazie di tutto, Cristiano. Ora è il momento di andare”. Nel suo articolo sostiene che il fuoriclasse dell’Al Nassr non rappresenti più il primo riferimento tecnico della Nazionale e che il Portogallo debba aprire un ciclo diverso.
Martínez deve intervenire prima della sfida contro l’Uzbekistan. Un altro passo falso complicherebbe il cammino del Portogallo nel girone e darebbe altro spazio alla discussione su Ronaldo, sui suoi minuti in campo e sul modo in cui la squadra deve costruire le occasioni per il suo centravanti.

